Novità dai Consigli degli Stranieri

image_pdfimage_print

Martedì 27 Aprile il Consiglio degli Stranieri della Provincia si è riunito per chiudere la prima fase del suo lavoro, perché le attività ufficiali sono sospese per la pausa elettorale.
Abbiamo chiesto a Majlinda Durici, consigliera, un consuntivo di questi primi mesi.
Il Consiglio esiste da pochi mesi perché di fatto è operativo solo da marzo, dopo l’elezione del Presidente. In questo tempo crediamo di aver fatto molte cose, malgrado i tanti problemi organizzativi, tecnici, e anche di coesione interna che ci hanno accompagnato e che hanno un po’ frenato l’azione di questo organo, che costituisce una grande opportunità di rappresentanza per gli immigrati. Tra le azioni intraprese ricordo la nostra presenza a Borgo San Lorenzo per l’inaugurazione del centro di accoglienza per famiglie, o a Brozzi, o nella struttura occupata dai richiedenti asilo somali [vedi pag. 9]. Naturalmente quando parlo di presenza intendo che una questione viene messa all’ordine del giorno del Consiglio, che si prende l’impegno di intervenire per la soluzione del problema, nei limiti dei suoi poteri.
Quali sono le linee sulle quali il Consiglio si muoverà nei prossimi mesi?
Le linee del programma, insieme al bilancio, saranno presentate quanto prima, possibilmente prima della pausa. Purtroppo fino al 14 giugno – e se ci sarà ballottaggio ancora più in là – saremo fermi. Noi però abbiamo deciso di riunirci ugualmente in modo ufficioso tutte le settimane per non perdere tempo ed essere pronti per realizzare il programma. Inizialmente avevamo pensato di farlo nelle nostre case o nelle sedi delle associazioni, ma poi la Provincia ci ha messo a disposizione una sede anche per questi incontri non ufficiali.
Come ha funzionato il lavoro del Consiglio?
Sono stati creati 4 gruppi di lavoro tematici, formati ognuno da tre membri e un coordinatore. Però i gruppi non sono ancora pienamente operativi perché il regolamento interno, per questioni di tempi tecnici, è stato approvato da noi ma non dal Consiglio Provinciale. Per questa ragione il programma viene presentato dal Consiglio e non dai gruppi che lo hanno prodotto. Ottenere questo risultato non è stato semplice, anche perché ha significato lavorare sulla coesione e sull’affiatamento all’interno del Consiglio, aspetto fondamentale perché il lavoro altrimenti è poco fluido.
Insomma, un bilancio complessivamente positivo.
Vorrei sottolineare che, anche se la portata dell’azione del Consiglio può sembrare non molto ampia, mi sento di poter dire che molti passi sono stati fatti, e questo grazie alla dedizione dei consiglieri che dedicano tantissimo tempo e impegno a questa attività, in modo, ricordo, del tutto gratuito, ad eccezione del Presidente che percepisce un’indennità di presenza.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *