Novemila maratoneti a Firenze, tutti di corsa respirando smog

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Duccio Tronci dal Nuovo Corriere di Firenze

Novemila fra podisti e appassionati giunti a Firenze per correrla. Novemila persone costrette a respirare lo smog della città. Ha segnato certamente un grande successo la Firenze Marathon, che si è corsa domenica nel cuore della città, per una manifestazione in crescita di partecipanti e fascino. Peccato per quel “piccolo problemino”: i partecipanti hanno corso, a loro insaputa, con un livello di smog superiore ai limiti consentiti. Le polveri sottili, secondo i dati diffusi ieri dall’Arpat, hanno registrato livelli superiori alla norma sia nella centralina di viale Gramsci che di via Ponte alle Mosse: i valori nell’aria sono stati rispettivamente 66 e 55 microgrammi per metro cubo, con il limite fissato a 50.

Una notizia non certo gradevole per chi si era presentato ai nastri di partenza per fare un po’ di sport in una Firenze che tra l’altro si presentava per l’occasione completamente libera dal traffico nelle zone coinvolte nel percorso. Eppure, a causa dello sforzo fisico per la corsa, i polmoni dei diretti interessati hanno assorbito ancora più sostanze nocive.

Proprio nei giorni scorsi l’allarme smog era tornato a farsi sentire in città: venerdì il sindaco Renzi aveva revocato l’ordinanza antismog, entrata in vigore da martedì della scorsa settimana. Riscaldamenti da abbassare prima, blocco per i veicoli più inquinanti poi. Infine un po’ di vento era riuscito a far scendere i valori delle polveri sottili in città. Poi è arrivato il fine settimana, periodo nel quale l’Arpat non effettua i rilevamenti. Ecco perché i maratoneti hanno corso ignari di ciò che stavano respirando.

“Un ‘grazie di cuore’ ha rivolto ieri Matteo Renzi alle migliaia di partecipanti alla Firenze Marathon – ha commentato su Facebook Maurizio Da Re, fondatore del gruppo “sTraffichiamo” Firenze – forse il sindaco faceva meglio a scusarsi per l’aria inquinata e per il Pm10 che i maratoneti hanno respirato, a pieni polmoni, durante la corsa. Sarebbe stato meglio correre nei giardini di Boboli – ha aggiunto – dove anche ieri il Pm10, misurato dalla locale centralina, era sotto i limiti di legge”.

E’ una delle anomalie della città, dove due delle centraline di misurazione sono collocate nientemeno che in due giardini; “Da gennaio scorso lo smog non esiste più a Firenze, perché Regione, Provincia e Comune non fanno più riferimento per le misure antismog e per i superamenti quotidiani del Pm10 a quelle ‘da traffico’ come in Ponte alle Mosse e Granisci, ma a quelle di ‘fondo’, collocate ai giardini di Boboli e a quelli di viale Bassi? Se anche a Torino, Milano e Roma capissero la ‘magia’ fiorentina – ha concluso Da Re – l’Italia diventerebbe la nazione con l’aria più pulita d’Europa”.

Il sindaco Renzi peraltro ha sempre detto a chiare lettere di non credere ai sistemi dei blocchi per risolvere il problema. Parliamo degli stop domenicali, quelli simbolici, ma la stessa cosa, di fatto, accade per i provvedimenti anti smog. Il Comune fa di tutto per evitarli.

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