26 settembre 2018

Non solo filippine

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La vecchia etichetta di ‘filippina’, usata per riferirsi alla categoria delle collaboratrici domestiche e familiari, oltre che impropriarisulta ormai inadeguata, osservando alcuni dati recenti.
La regolarizzazione di lavoratori stranieri iniziata nel 2003 ha provocato un “picco” nelle presenze di stranieri sul nostro territorio, ha accentuato alcune tendenze già in atto (diminuzione dei cittadini comunitari, aumento di quelli non comunitari) e ha contribuito alla crescita particolarmente forte dei gruppi nazionali più coinvolti dal processo di regolarizzazione: quelli dell’area dell’Europa orientale (Romania, Ucraina, Polonia, Moldavia) e dell’America centro meridionale (Perù, Ecuador, Brasile, Colombia). Come per le Filippine, molte di queste comunità presentano una netta predominanza del genere femminile: è un segnale della tendenza alla concentrazione nel settore dei servizi di collaborazione familiare di molte donne di questi paesi.
A fronte di una crescita della popolazione straniera, in prevalenza giovane e in età attiva, diminuisce e invecchia la popolazione italiana: come molte altre città, anche Firenze presenta una bassa natalità oltre che un rapido invecchiamento della popolazione locale, riuscendo a saldare in positivo il bilancio demografico solo grazie al contributo della componente migratoria straniera (il flusso migratorio ma anche i bambini nati da stranieri, in costante aumento).
Nel panorama europeo, altri fattori contribuiscono a rendere il fabbisogno di assistenza familiare particolarmente rilevante in Italia: la scarsità degli interventi pubblici e locali che coprono un numero esiguo di beneficiari e offrono pochi servizi, le trasformazioni del ruolo della donna nel mondo del lavoro e della famiglia, l’indisponibilità dei lavoratori italiani a occupare certe mansioni che, oltre ad essere faticose e generalmente poco pagate, comportano un certo grado di coinvolgimento affettivo e una riduzione della sfera privata, soprattutto se svolte in regime di convivenza.
Rappresentando l’emersione dal lavoro in nero di lavoratori stranieri, i dati della regolarizzazione mettono a nudo l’ipocrita resistenza italiana al riconoscimento formale del fabbisogno di lavoratori stranieri e le difficoltà al loro inserimento regolare nel mondo del lavoro a causa degli ostacoli introdotti dalla legge Bossi-Fini.
Per altri dati:
Caritas, Immigrazione Dossier Statistico 2003 – www.caritasroma.it/immigrazione; Comune di Firenze, Immigrazione, Le Cifre 2003-2004 – www.comune.firenze.it/mese/immigralecifre.htm; www.demo.istat.it.

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