19 novembre 2018

Non si affitta a stranieri

image_pdfimage_print

Casa, acqua, sanità, basta privatizzare prendiamoci la città! In tanti si saranno chiesti passando in viale Matteotti “ma che ci fa qui questo striscione?”.

In un palazzo del centro cittadino, bene in vista su uno dei viali più trafficati della città, abitano una trentina di famiglie tra italiani ed extracomunitari. Sono almeno 70 persone accomunate dalle stesse difficoltà.
M. ha 42 anni e vive al piano terreno della palazzina: nel 2001, dopo aver ottenuto il divorzio dal marito, è partita dal Marocco con i suoi 3 figli piccoli. Con una borsa ed un visto d’ingresso è arrivata nel nostro paese cercando una vita migliore, più soldi, più stabilità e la possibilità di aiutare i suoi familiari nella terra d’origine.
Giunta a Firenze l’unico appoggio che ha trovato è stato quello del Movimento di lotta per la casa, che l’ha sistemata in un alloggio dentro lo stabile occupato in via Paisiello. Altri nella stessa condizione condividevano con lei la stessa sorte, ma poi questi “altri” sono diventati tanti, troppi forse, così M. è andata via spostandosi nell’ex-ospedale di Poggio Secco a Careggi, anch’esso occupato. Anche li, però, la situazione è precipitata e trovatasi a condividere una stanza con altre 4 persone ha deciso di spostarsi nuovamente e trasferirsi nell’attuale occupazione in viale Matteotti, naturalmente fino a quando durerà.
M. ha scelto l’Italia perché pensava che sarebbe stato più facile ottenere un permesso di lavoro. In effetti con la sanatoria ha ottenuto la piena regolarizzazione e con essa la possibilità di lavorare, ma M., come anche gli altri occupanti, benché lavori a tempo pieno, con lo stipendio di cameriera ai piani non riesce a sopravvivere nella Firenze di oggi.
Affittare un alloggio costa quasi come uno stipendio e il razzismo dilagante non aiuta certamente. Per un immigrato, specialmente quando il colore della pelle è più scuro del “normale”, non basta la garanzia del pagamento per affittare una casa, ci vuole un intermediario che garantisca e non è facile per chi arriva da lontano e non parla neppure la lingua. Le istituzioni non concedono niente se non si possiede una carta di soggiorno e quindi l’unica via è quella rete di solidarietà costituita dal Movimento di lotta per la casa, che da anni si batte per riconquistare degli immobili abbandonati, restituendoli a chi in condizione di emergenza può utilizzare anche quegli spazi marginali dell’urbanistica fiorentina per sopravvivere.
Un’esistenza difficile, quella degli occupanti, sempre alle prese con traslochi improvvisati, sempre pronti a lasciare tutto per ricominciare da capo.
Per fortuna, dice M., gli italiani buttano via tutto per rinnovare i loro appartamenti, così ai cassonetti o alla Caritas è facile trovare in poco tempo un intero corredo, ma anche elettrodomestici di ogni sorta, stoviglie e addirittura quadri per abbellire le mura degli stabili abbandonati a se stessi.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *