Non possiedo, ma guido

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A Firenze l’aria è irrespirabile e le strade invivibili a causa del traffico? Per ridurlo basta sapere un po’ d’inglese! Sono inglesi infatti i nomi di due modi intelligenti di usare l’auto, con cui anche chi non può (o non vuole) convertirsi alla bici ed ai mezzi pubblici può dare il suo contributo alla riduzione degli ingorghi e dello smog! I due termini in questione sono: “car sharing” e “car pooling”.
Car sharing letteralmente significa “condivisione dell’automobile”: si tratta in pratica di un breve noleggio a tariffe agevolate. È necessario iscriversi ad un ente che mette a disposizione dei soci, su prenotazione, alcune auto di cui si pagano solo i costi d’uso in base ad una tariffa oraria e ad una chilometrica. Questo servizio è stato istituito per la prima volta in Svizzera nel 1987, ma si è diffuso nel resto del mondo a partire dal 2000, quando fu sperimentato a Seattle negli USA. Grazie ad un’associazione creata ad hoc ed al finanziamento del Ministero dell’Ambiente il car sharing sta crescendo anche in Italia, con sperimentazioni a Milano, Torino, Bologna, Venezia, Modena, Milano, Bolzano e Rimini. E dal 15 marzo scorso finalmente a questa lista si è aggiunta Firenze. Il Comune ha creato un consorzio con società ed enti, fra cui una concessionaria, che mette a disposizione degli utenti del servizio 14 auto, 7 Nuove Panda e 7 Multipla bi-power. Per usufruire del car sharing a Firenze occorre iscriversi versando una quota una tantum di € 60 e una annuale di € 120. A questo punto si può prenotare un’auto telefonando al call center, e pagare solo per i chilometri percorsi e per il tempo di utilizzo: guidare una delle Panda ad esempio costa € 2,50 l’ora e € 0,39 al km, mentre per la Multipla si spendono € 2,60 all’ora e € 0,57 al km. Dalle 24 alle 7 inoltre si pagano solo i chilometri. Fare il pieno invece non costa niente, la benzina è già compresa nelle tariffe! Gli iscritti al servizio fiorentino di car sharing potranno usufruirne anche nelle altre città italiane in cui è disponibile. Il car sharing, oltre a ridurre il numero complessivo di auto presenti, e conseguente ingombro e inquinamento, ha anche il merito offrire un’auto senza gli “impicci” connessi alla proprietà della stessa. Questo può essere un ulteriore incentivo all’utilizzo del servizio, specialmente per chi usa l’auto poco (meno di 12.000 km l’anno) e in modo saltuario.
Con il termine car pooling invece si indica la condivisione di un’auto da parte di più persone che si muovono lungo percorsi simili o che debbano recarsi nel medesimo luogo. È rivolto particolarmente ai pendolari e permette di ridurre il traffico diminuendo la percentuale di auto occupate da un solo conducente. Se pensiamo che secondo dati Istat l’80% delle auto italiane viaggia con una sola persona a bordo, ci rendiamo conto dell’impatto che avrebbe la diffusione di questo strumento! Purtroppo nel nostro paese non esiste un vero e proprio servizio organizzato di car pooling (anche se spesso i Comuni prevedono la possibilità di usare l’auto in deroga ai blocchi del traffico quando a bordo ci siano due o più passeggeri), mentre buoni esempi si hanno a Madrid, Pechino e Sacramento, in California.
L’Università di Firenze in un recente seminario ha presentato uno studio di fattibilità di car pooling per la nostra città.
È indubbio che questi sistemi, soprattutto se uniti ad un miglioramento dell’efficienza dei mezzi pubblici, potrebbero portare davvero una riduzione concreta del traffico nei centri congestionati come Firenze. Ma, come dice lo studio dell’Università sul car pooling “i benefici generali della mobilità sostenibile sono risultati che si ottengono solo a medio/lungo termine ovvero quando gli utenti del servizio sono già in numero apprezzabile e costante”. E per allargare l’utenza sarebbe bene cercare di far nascere dei progetti “dal basso” più che offrire sistemi “calati dall’alto”. Anche l’economista Guido Viale, esperto di mobilità, sostiene che “la mobilità alternativa non ha preso campo anche perché non è stata accompagnata da una programmazione partecipata, indispensabile per sostenere le categorie più colpite dai cambiamenti e per creare uno zoccolo duro di utenza fissa”.
Infine, due piccoli suggerimenti per migliorare il servizio di car sharing a Firenze: se proprio si deve permettere ai mezzi noleggiati di circolare nel centro storico e nella ztl, almeno utilizziamo dei veicoli elettrici; e prevediamo parcheggi per auto in car sharing anche in periferia e non solo a ridosso del centro.
Informazioni: www.carsharingfirenze.it oppure 055/241618.

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