24 settembre 2018

Non in mio nome

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Con la guerra non ci sto! È questo il pensiero forte che sta raccogliendo tante voci della società civile contro l’imminente attacco dell’occidente all’Iraq. E così mentre la macchina politica continua inarrestabile la propria marcia verso l’obiettivo annunciato, associazioni, invita tutti coloro che sono contro la guerra ad esprimere con un segno tangibile il proprio dissenso, esponendo dalle abitazioni, dalle automobili, nei posti di lavoro una bandiera della pace od uno straccio bianco. Dello stesso avviso anche il Tavolo della Pace che raccoglie un numeroso cartello di associazioni impegnate nel medesimo sforzo comune. Forte in questo momento si leva anche la voce di Alex Zanotelli, che rivolge un appello a tutta la società civile ricordando che ‘se non è oggi, sarà a gennaio, ma gli Usa quella guerra la vogliono. È possibile – si chiede il missionario comboniano – che il governo Berlusconi voglia trascinare il nostro Paese in questa avventura?’. Da qui l’appello di Zanotelli che a gran voce ribadisce ‘dobbiamo dire no a una guerra all’Iraq e bollarla come ‘illegale e immorale. Ma dobbiamo dirlo in tanti, in tutte le città di questo Paese’. Per questo Padre Alex ha annunciato una giornata di mobilitazione che coinvolgerà tutte le città italiane, in cui ognuno potrà dire il suo no alla guerra semplicemente portando in piazza le bandiere o i pezzi di stoffa bianchi. L’appuntamento potrebbe essere per il 10 dicembre, Giornata dei Diritti umani, ma lo scoppio della guerra potrebbe anticipare la scadenza. Alla voce del missionario si aggiunge quella di un altro convinto oppositore alla guerra, il medico Gino Strada. Dal sito di Emergency, Strada invita tutti a firmare un appello perché venga rispettato quanto scritto nella Costituzione italiana e scongiurare l’entrata in guerra del nostro paese contro l’Iraq. Ma l’elenco non finisce certo qui, mancano ancora alla lista gli appelli lanciati da Pax Christi, dalla comunità di Emmaus per non parlare di quanto si sta organizzando in attesa del Social Forum Europeo di Firenze. Insomma un arcipelago di voci per ribadire ancora una volta che la guerra, la violenza ed il terrorismo non sono strumenti adatti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati.

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