Non c'è pace senza giustizia

image_pdfimage_print

Che cos’è che porta Padre Alex Zanotelli, Gianni Minà, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, Luis Sepulveda, Gherardo Colombo, Gino Strada, tutti insieme nel pistoiese, a marciare da Agliana a Quarrata in un sabato pomeriggio di tarda estate? Ad unirli e a mobilitarli è un obiettivo: la giustizia. Ed è una manifestazione: la Marcia per la giustizia, che quest’anno si svolge il 14 settembre, con partenza alle 18 da Agliana, sul tema “giustizia e legalità”.
closing the ring divx
Un evento giunto alla nona edizione e programmato da tempo, cui però l’agenda politica italiana ha sicuramente e disgraziatamente conferito un’imprevista attualità.
“In Italia oggi la giustizia è illegale, è assolutamente disattesa – ci spiega Antonio Vermigli, della Rete Radiè Resch, che con l’associazione Libera ha organizzato l’evento – le doppiezze, le ambiguità, il relativismo la fanno da padroni, mentre quello che serve è più rigore, più trasparenza, bisogna dare valore alle cose”.
Dietro alla parola d’ordine “Non c’è pace senza giustizia”, la marcia vuole mettere in luce come, parlando di giustizia, non sia possibile separare politica interna e politica estera. “L’ingiustizia nel Sud del mondo non è quella che qualcuno vuole farci vedere – prosegue Vermigli – Non sono le lotte tribali e di religione la causa del problema, semmai sono la conseguenza. L’11 settembre ha dimostrato che fare giustizia “all’americana” vuol dire produrre disastri”.
Bella sfida, proporre una visione della giustizia che sappia mettere insieme queste cose. Che sappia dire che sì, ci vuole la separazione dei poteri, e la legge sul conflitto d’interessi, e l’indipendenza della magistratura, ma che ci vuole anche una politica internazionale che sappia tenere a freno i poteri economici, ed una giustizia internazionale che non abbia paura di buttare all’aria gli interessi forti. Rispetto della verità, accertamento delle responsabilità, certezza della pena: la divisione non si disegna più tra il Nord e il Sud del mondo, ma tra chi piega la giustizia ai propri interessi e chi ne subisce le conseguenze. Nel Nord come nel Sud del mondo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *