Non si ferma la battaglia di Malika Yacout

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Malika e il suo avvocato
di Stafania Valbonesi per Stamp Toscana

Non si ferma la battaglia di Malika Yacout Firenze – Un nuovo presidio per Malika Yacout si è tenuto qualche giorno fa sulle scalinate del tribunale in piazza San Firenze. Oltre al Movimento di Lotta per la Casa, presente anche il Collettivo Antipsichiatrico Antonino Artaud di Pisa, cui appartengono alcuni dei dottori che seguirono la donna dopo che si consumò il violento sfratto che la vide protagonista.

Nuova richiesta di giustizia, per la donna che sette anni fa, incinta, fu sottoposta a uno sfratto esecutivo con l’applicazione di un trattamento sanitario obbligatorio del tutto irregolare nella forma e micidiale nella sostanza. Due punture forzate di un antipsicotico e di un antistaminico (medicinali che si potenziano in combinazione provocando una sedazione quasi istantanea) che la portarono al risveglio in psichiatria dell’ospedale di Santa Maria Nuova. Due medicinali pericolosissimi per la salute della bimba che portava in grembo. La donna, cittadina italiana da oltre 15 anni, ha altri tre figli che godono di ottima salute. La piccola nata dopo l’episodio ha svariati problemi fisici.

L’episodio diede il via ad un’accidentata vicenda giudiziaria che si chiuse ad ottobre scorso con un’archiviazione. Ma la donna non si dette per vinta: l’avvocato ha fatto ricorso in Cassazione avverso la sentenza di archiviazione del 12 ottobre (ricorso depositato il 27 ottobre). Della questione si è interessata anche Emergency, che, come gruppo territoriale Sesto Fiorentino-Calenzano (in seguito all’ok della direzione nazionale) ha dato la sua adesione alla manifestazione tenutasi questa mattina.

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