Non come a Barberino, di Simona Baldanzi

image_pdfimage_print

di Simona Baldanzi, scrittrice e attivista

Commentare gli avvisi di garanzia piovuti a Barberino di Mugello? Come mi sento a leggere “la procura ipotizzerebbe una gestione del territorio volta a favorire amministratori locali e imprenditori”? Come consigliera comunale di opposizione dal 1999 al 2009, dovrei in un migliaio di battute riassumere l’attività delle passate giunte? È difficile, perché dietro a ogni denuncia delle cose che dal tuo punto di vista politico, (non dico legale), non vanno, c’è una mole di lavoro e di informazioni che si devono elaborare, studiare, ricostruire.

Un commento come scrittrice? Se rileggete la mia rubrica sul Mugello, sull’ambiente e sull’urbanistica avete già un’idea. E sicuramente chi conosce i miei romanzi si annoierebbe a leggermi ancora su cantieri, gestione delle grandi opere, danni ambientali, dismissione della Rifle e arrivo dell’outlet ecc. Allora cosa altro scrivere? Il Mugello, soprattutto Barberino, è un territorio attraversato da problemi e questioni più grandi dei suoi abitanti. Da qualche decennio è un laboratorio dove si è sperimentato di tutto, dalla candidatura di Di Pietro, alla Tav, all’area di sosta di Bellosguardo. Qua si è sempre accettato tutto senza riserve, una fiducia in carta bianca che rischia di sgretolarsi.

Mi piacerebbe che si cominciasse a dire che non siamo più disposti a fare da cavia, che lo vogliamo decidere noi dove fare un asilo senza aspettare che il costruttore di turno ci faccia l’elemosina, che un imprenditore edile anche consigliere comunale non va bene, che la si deve smettere che per trovare o mantenere il lavoro devi stare in buona con le solite note famiglie. Vorrei vedere alzarsi un po’ di teste, oltre il chiacchiericcio degli avvisi di garanzia. Se la Toscana vuole dare buone lezioni credo che l’esempio da prendere non sia Barberino.

[Fonte Unità Firenze]
Pubblichiamo anche il comunicato stampa sulla vicenda redatto dal Circolo A.Gramsci di Rifondazione Comunista di Barberino di Mugello

Gli avvisi di garanzia e le conversazioni apparse sulla stampa hanno riportato l’attenzione su temi che da sempre ci stanno a cuore, che abbiamo denunciato e approfondito sia con l’attività in consiglio comunale con innumerevoli mozioni e interrogazioni,  sia con le inchieste politiche condotte dal nostro circolo. Parliamo di precise scelte urbanistiche e politiche:

* nell’area di Sottocastello (edilizia concordata ma l’asilo quando?)
* a Bellosguardo e Fienile (interventi necessari o discariche mascherate?)
* nell’ampliamento dell’Outlet (perché senza valutazione di impatto ambientale?)
* alla Bilancino Spa (stabilimenti balneari abusivi?)
* casello autostradale (funzionale ai cittadini o al nuovo polo commerciale?)

Non siamo interessati agli esiti giudiziari della vicenda, la sentenza che ci sta a cuore è quella politica e per quanto ci riguarda è già stata pronunciata.

La maggior parte delle questioni riguarda amministratori che i cittadini hanno già provveduto a sostituire, ma non possiamo ignorare come il “nuovo” appaia incapace di superare questa fase e prendere le distanze da certe scelte. L’amministrazione Zanieri solo nel consiglio comunale di venerdì 5 febbraio ha rifiutato una nostra proposta, che riprendeva una particolareggiata analisi di  un’associazione locale e semplicemente chiedeva di sottoporre a valutazione d’impatto ambientale l’ampliamento dell’outlet. Ma allora il “nuovo” dov’è?

La battaglia per il cambiamento, come amavano definirla nel “nuovo” PD in campagna elettorale, è lontana dall’essere vinta, ma noi non smetteremo per questo di combatterla.

Comunicato stampa

Circolo A.Gramsci

Rifondazione Comunista Barberino di Mugello

Gli avvisi di garanzia e le conversazioni apparse sulla stampa hanno riportato l’attenzione su temi che da sempre ci stanno a cuore, che abbiamo denunciato e approfondito sia con l’attività in consiglio comunale con innumerevoli mozioni e interrogazioni,  sia con le inchieste politiche condotte dal nostro circolo. Parliamo di precise scelte urbanistiche e politiche:

  • nell’area di Sottocastello (edilizia concordata ma l’asilo quando?)
  • a Bellosguardo e Fienile (interventi necessari o discariche mascherate?)
  • nell’ampliamento dell’Outlet (perché senza valutazione di impatto ambientale?)
  • alla Bilancino Spa (stabilimenti balneari abusivi?)
  • casello autostradale (funzionale ai cittadini o al nuovo polo commerciale?)

Non siamo interessati agli esiti giudiziari della vicenda, la sentenza che ci sta a cuore è quella politica e per quanto ci riguarda è già stata pronunciata.

La maggior parte delle questioni riguarda amministratori che i cittadini hanno già provveduto a sostituire, ma non possiamo ignorare come il “nuovo” appaia incapace di superare questa fase e prendere le distanze da certe scelte. L’amministrazione Zanieri solo nel consiglio comunale di venerdì 5 febbraio ha rifiutato una nostra proposta, che riprendeva una particolareggiata analisi di  un’associazione locale e semplicemente chiedeva di sottoporre a valutazione d’impatto ambientale l’ampliamento dell’outlet. Ma allora il “nuovo” dov’è?

La battaglia per il cambiamento, come amavano definirla nel “nuovo” PD in campagna elettorale, è lontana dall’essere vinta, ma noi non smetteremo per questo di combatterla.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *