No Tav d’Europa: “Un metro di Alta velocità brucia cento assegni di ricerca”

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Il Comitato europeo No Tav lancia un appello al premier Monti, e da oltre 15mila cittadini, invitandolo al ripensamento del progetto di linea ferroviaria Tav della Val di Susa e, di conseguenza, delle altre “Grandi opere inutili”, così come definite dal Forum omonimo, costituitosi durante Firenze 10+10, in corso fino all’11 novembre.

Il Comitato europeo sottolinea gli enormi costi di realizzazione, sproporzionati rispetto ai reali vantaggi dell’opera: svantaggi di natura economica, energetica ed ambientale. Un centimetro di Tav ha lo stesso costo di una borsa di studio annuale per un ricercatore universitario, ovvero circa 23.500 euro. “Questa cifra – commenta Winfried Wolf, economista dei trasporti – rappresenta, meglio di tante parole, il dramma del vostro Paese, che preferisce creare ulteriore debito anziché investire nell’economia reale, nel lavoro e nell’istruzione”.

Tiziano Cardosi, del comitato No Tav Firenze, ricorda inoltre che i costi della Tav fiorentina sono già aumentati del 30% rispetto al progetto iniziale: “La costruzione delle grandi opere serve solo a creare una ricchezza fittizia, a vantaggio esclusivo delle imprese costruttrici che cercano, in tal modo, di combattere la crisi, oltre a causare ingenti problemi ambientali”.

Dello stretto rapporto tra realizzazione delle opere e crisi economica e finanziaria si è parlato in un seminario in cui sono state presentate le possibili soluzioni alternative: “Non siamo contro il lavoro nell’edilizia; sappiamo che il 12% della popolazione italiana vive di questa attività – precisano -, siamo invece contro il consumo del territorio, i danni ambientali, lo scarso lavoro che queste opere producono, oltre ad essere di bassissima qualità, e contro l’ulteriore creazione del debito dei nostri Paesi. Abbiamo presentato quindi le alternative possibili, che esistono. Basta volerle pianificare”.

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