13 dicembre 2018

No ai lager per stranieri. Il ruolo della Misericordia a Firenze

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Stamani, 11 Luglio 2009, appartenenti a vari centri sociali, collettivi studenteschi e realtà di base, hanno volantinato davanti alla sede della Misericordia in piazza Duomo, “stranamente” militirazzata e presidiata da Digos e Polizia.

Nel volantino distribuito si fa riferimento alla annunciata costruzione di un CIE in Toscana e si chiede alla Misericordia di non essere complice di chi semina odio, pratica razzismo, specula sulla paura.

I CIE (Centri di identificazione ed espulsione) sono delle vere e proprie carceri in cui uomini e donne vengono rinchiusi fino a 6 mesi – in attesa di essere rimpatriati – senza aver commesso alcun reato, semplicemente perchè non in regola con il permesso di soggiorno.

Nei CIE viene in pratica negato ogni diritto alla difesa e si calpesta la dignità delle persone. Nonostante le difficoltà di comunicazione con l’esterno, arrivano quotidianamente notizie di violenze, abusi, suicidi.

Le Misericordie gestiscono diversi di questi CIE (Agrigento, Modena, Lampedusa, Bologna) in cambio di laute sovvenzioni statali.  Le Misericordie in questo modo partecipano e contribuiscono alla criminalizzazione degli immigrati clandestini e legittimano queste carceri-lager agli occhi dei propri volontari e di molti cittadini. Proprio ai volontari che quotidianamente si impegnano in attività di assistenza chiediamo di far sentire la propria voce affinchè la Misericordia non si  faccia complice di attività repressive e inumane.

Abbiamo chiesto che la Misericordia in Toscana non collabori con queste politiche apertamente razziste e prenda una posizione chiara e coerente dichiarando che in caso di costruzione di un CIE in Toscana non parteciperà alle gare di appalto.

Abbiamo consegnato il volantino ad alcuni esponenti della Misericordia, che hanno assicurato che la Misericordia fiorentina, differenziandosi da altre confraternite in altri territori, si è già pronunciata e impegnata a non essere coinvolta in gestioni di CPT – CIE. “Il nostro lavoro”, hanno affermato , “è sul piano dell’assistenza sanitaria e sociale, che è ben  altro”.

Ne prendiamo atto, e continueremo la nostra azione di informazione e sensibilizzazione per impedire l’apertura di nuovi CIE, smascherando, denunciando, boicottando, contestando chiunque si renda complice di simili infamie.

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos (Campi   B.)
CPA FI-SUD
Movimento di Lotta per la Casa
CSA nEXt Emerson
Assemblea de* Insicuri
Rete dei Collettivi studenteschi fiorentini
Coll. Politico Scienze Politiche
Alt. Aut. Lettere e Filosofia
Perunaltracittà

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