No ai Cie, anche la sinistra della Sup scrive al candidato Enrico Rossi

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Al Candidato Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi
Alle Forze Politiche

I Cie (Centri di Identificazione e di Espulsione) sono un’aberrazione sia sul piano giuridico che sul piano della convivenza democratica. Infatti in questi luoghi di segregazione di persone straniere, che non hanno commesso alcun reato penale, si assiste a privazione di diritti che neppure nel sistema carcerario vengono così negati.

La non regolarità del documento di soggiorno, spesso motivata dal ritardo di consegna da parte delle questure o da difficoltà nella ricerca di un nuovo lavoro dopo aver perso il precedente  (essendo il permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro), non può essere motivo di trattenimento forzato in gabbie disumane di contenimento, quali sono di fatto i CIE.

Questi Centri, in cui la reclusione può prolungarsi , con i nuovi provvedimenti razzisti del governo, fino a 180 gg., contrastano nella loro esistenza la stessa Costituzione negli Art. 13, come privazione forzata della libertà personale, e 16, sulla libertà di circolazione, di entrata ed uscita nel territorio nazionale, oltre all’Art.3, che prevede parità di diritto indipendentemente da razza, lingue, religione, ecc.

Abbiamo sempre avversato la presenza di questi luoghi/lager di sospensione di ogni diritto e di coercizione forzata di esseri umani; ci siamo battuti assieme a tutte le espressioni del mondo dell’associazionismo democratico, dei movimenti, dalla CGIL, all’ARCI, all’ANPI, alla stessa CARITAS, alle varie realtà impegnate sulla solidarietà, sull’antirazzismo, per l’accoglienza, l’inclusione, perchè anche nella nostra regione, dove la tradizione antifascista e democratica è forte e salda, si respingesse con molta determinazione ogni ipotesi di centri di detenzione per migranti, ma altresì si desse corso a politiche dell’immigrazione improntate sull’accoglienza, sui servizi per l’inserimento lavorativo e abitativo, nelle attività sociali connesse.

Così daremmo risposte di civiltà, nelle migliori tradizioni delle terre di Toscana, a questa grande ricchezza che vive ed opera nel nostro paese, che sono le cittadine immigrate ed i cittadini immigrati, che ormai rappresentano un insostituibile presidio di sostegno sociale, economico e culturale per la crescita complessiva del paese. Come del resto si evidenzia in Toscana.

Per questa e tante altre ragioni, con grande sentimento di umanità e con pari fermezza nella difesa dei diritti per tutte e tutti, intendiamo invitare il candidato Presidente alla Regione Toscana e le forze politiche democratiche ad esprimere la loro motivata contrarietà all’insediamento del Centro di identificazione ed espulsione (CIE) nella nostra regione.

Disponibili comunque ad un confronto di merito sull’argomento, come del resto sulla recente legge regionale per l’immigrazione, che vedrebbe vanificati i suoi presupposti qualora si desse sciaguratamente corso al CIE.

Gruppo Pace Inclusione della Sinistra Unita e Plurale (Sup)

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