15 novembre 2018

Nigeria, l'allarme di Medici senza frontiere: "400 bambini morti avvelenati da piombo"

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da Repubblica

Ma potrebbero essere molti di più secondo un responsabile dell’organizzazione umanitaria. Sono le piccole vittime di un avvelenamento di massa emerso nei mesi scorsi, provocato dalla ricerca dell’oro nelle miniere abbandonate. Oltre 18mila le persone contaminate secondo l’Onu

KANO (Nigeria) – Avvelenamento di massa in Nigeria a causa del piombo: sono almeno 400 i bambini morti negli ultimi sei mesi nel nord del Paese. A lanciare l’allarme è stato oggi un responsabile dell’organizzazione El Shafii Muhammed Ahmad. “Oltre 400 bambini sono morti negli ultimi mesi avvelenati dal piombo” nello Stato di Zamfara, ha dichiarato Ahmad, coordinatore di Msf ad Anka, città di quello Stato. “Noi di Msf riteniamo però che le cifre siano molto più elevate”, ha aggiunto, precisando che numerosi casi di contaminazione da piombo non sono stati censiti in quanto non individuati come tali dalle comunità colpite.

L’avvelenamento di massa è emerso poco più di sei mesi fa quando è stato osservato un aumento di decessi e malattie nello Stato di Zamfara. Fenomeno che si è moltiplicato con il passare dei mesi. Le indagini condotte hanno identificato la causa nella ricerca dell’oro fatta con metodi “artigianali” dagli abitanti dei villaggi, che scavano nelle miniere abbandonate contaminate dal piombo usato per estrarre il metallo prezioso. Il terreno, inoltre, sarebbe contaminato da grandi quantità di rame e mercurio.

A settembre le Nazioni Unite sono intervenute sull’emergenza in Nigeria inviando una squadra di esperti nella regione di Zamfara dove, secondo le stime fornite dall’Onu, erano oltre 200 i bambini morti dall’inizio dell’anno. I casi di contaminazione da piombo sono stati osservati in almeno sette villaggi, dove 18mila persone risultano colpite, aveva detto la portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), Elysabeth Byrs, sottolineando la particolare vulnerabilità dei bambini e delle donne incinte. Nella regione ci sono miniere d’oro e la popolazione porta a casa terra e fango per estrarne il prezioso metallo con metodi poco ortodossi, ha detto Byrs.

L’Onu ha aumentato gli sforzi per aiutare le autorità nigeriane. Una squadra di cinque esperti, appoggiata da quattro specialisti delle emergenze ambientali dei Paesi Bassi, è stata inviata ad Abuja per raccogliere campioni del suolo e delle acque. Le analisi, andate avanti per qualche settimana e che dovranno terminare nei prossimi giorni, serviranno a determinare le dimensioni della crisi e a elaborare una risposta. Non si conosce ancora la completa diffusione dell’intossicazione. “Le analisi in laboratorio sono necessarie per determinare l’entità e la gravità della crisi e per cercare di provvedere a una risposta rigorosa”, ha spiegato l’Ocha.

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