20 settembre 2018

Niente soldi da chi appoggia la guerra

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Ci sarà la guerra in Iraq? Se si, avrà l’avallo delle Nazioni Unite o sarà una decisione unilaterale degli Stati Uniti? Forse quando leggerete questo articolo avremo delle risposte a queste domande, per il momento l’unica cosa certa, guerra o non guerra, è la situazione disperata della popolazione civile irachena oppressa da un regime dittatoriale e da 12 anni di embargo.

Di fronte alla prospettiva di nuove sofferenze dovute ai bombardamenti, alcune organizzazioni non governative (Ong) e associazioni hanno deciso di costituire un “Tavolo di solidarietà con le popolazioni dell’Iraq”. L’idea lanciata da Un ponte per…, Ong italiana attiva da anni in Iraq, è quella di coordinare azioni comuni contro la guerra in uno spirito di collaborazione per ottimizzare l’efficacia dell’intervento. Al progetto hanno aderito tra gli altri l’Associazione delle Ong italiane, Ics, Intersos, Beati i costruttori di pace, Cosv, Iscos, Gvc, Progetto Sviluppo, Terres des hommes.
“Non accettiamo soldi da chi appoggia la guerra”, questa la proposta unitaria da parte delle associazioni. L’iniziativa vuole smascherare l’ambiguità del governo italiano che da un lato sostiene l’azione militare dall’altro si prepara a stanziare finanziamenti per gestire l’emergenza umanitaria.
“Non è stato facile riunire sotto un unico Tavolo associazioni che hanno sensibilità e modi di operare molto diversi tra loro – sottolinea Giulio Marcon, presidente dell’Ics – Ma di fronte a una guerra ingiusta e sbagliata siamo riusciti a trovare dei punti politici unificanti: da un lato il no alla guerra, dall’altro il no ai fondi governativi. Stiamo mettendo a punto una campagna di sottoscrizione e di informazione per raccogliere fondi in favore della popolazione dell’Iraq che sarà sponsorizzata da alcune personalità tra cui Pietro Ingrao e Luigi Ciotti”.
L’appello è rivolto alla società civile italiana che già in passato ha dato dimostrazione di grande generosità, basti pensare agli oltre 130 miliardi raccolti nel 1999 dalla Missione Arcobaleno in occasione dell’emergenza umanitaria in Kosovo. Quella operazione, oggetto di molte polemiche, venne organizzata sotto il controllo del governo italiano allora presieduto da Massimo D’Alema. In questo caso i soldi saranno gestiti direttamente dalle Ong e dalle associazioni coinvolte. “Esperti riconosciuti esterni alle Ong faranno da garanti all’utilizzazione dei soldi raccolti all’insegna della massima trasparenza – assicura Nino Sergi di Intersos – Utilizzeremo questi soldi per portare un aiuto immediato alla società civile irachena e per organizzare interventi per lo sviluppo se la guerra sarà femata. L’assurda logica della guerra preventiva richiede riflessioni e soluzioni nuove da parte del Terzo Settore. Di fronte a eventi così drammatici, c’è la necessità di lavorare insieme per sviluppare le migliori sinergie possibili”.

La vera grande novità è rappresentata dalla collaborazione tra soggetti generalmente in competizione tra di loro per ottenere i finanziamenti. Giancarlo Malavolti, segretario del Cospe, approva l’iniziativa: “ La nostra associazione non sarà coinvolta direttamente nel progetto ma aderisce al Tavolo condividendone la metodologia e le finalità. È un occasione importante per il Terzo Settore, testimonianza di una maturazione e di una presa di coscienza che evidenzia la capacità delle Ong di avere un ruolo politico e non solo un approccio umanitario”.

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