Nido Erbastella, le educatrici vincono la causa contro il "prepotente" Matteo Renzi

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con la vittoria delle ricorrenti, la causa contro il Comune di Firenze intentata da alcune educatrici dei nidi comunali fiorentini. Nell’aprile 2011, l’amministrazione comunale aveva preso a pretesto un increscioso incidente avvenuto tra bambini al nido Erbastella per colpire queste lavoratrici e un nido particolarmente scomodo per l’amministrazione per essere stato in prima fila nelle lotte contro la privatizzazione dei servizi.

Le misure dell’amministrazione furono particolarmente repressive: un provvedimento disciplinare durissimo, 15 giorni di sospensione dal servizio e dallo stipendio, il trasferimento di ufficio in altri nidi, la denuncia alla procura della Repubblica, il tutto condito da una campagna stampa – da parte del Comune – ridondante e strumentale volta a gettare discredito sulle educatrici, accusate, ingiustamente e senza alcuna prova, di negligenza.

Dopo due anni di lotta, presidi, attestazioni di solidarietà da parte di tanti genitori e colleghi dei nidi, della scuola e dei dipendenti comunali, il ricorso contro il provvedimento disciplinare è stato vinto. Una vittoria piena, poiché la sentenza del tribunale del Lavoro di Firenze del 4 luglio 2013 ha accolto le istanze delle lavoratrici, ha dichiarato il provvedimento disciplinare illegittimo e condannato il Comune di Firenze a restituire alle ricorrenti tutte le somme trattenute per la sanzione.

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Inoltre la sentenza dichiara l’illegittimità dei trasferimenti d’ufficio attuati nei confronti di alcune di loro e condanna il Comune di Firenze alla immediata riassegnazione delle ricorrenti al nido Erbastella. Trasferimenti motivati secondo l’amministrazione dal fatto che la permanenza di queste educatrici nel nido “avrebbe inciso negativamente sul prestigio, l’autorevolezza e l’immagine del servizio”: la sentenza contesta nel merito questa logica punitiva e totalmente priva di fondamento, e per contro sottolinea quanto le numerose “dimostrazioni di stima verso l’asilo e le insegnanti in generale evidenzino una perdurante fiducia” in particolare da parte dei genitori.

Se l’obiettivo dell’amministrazione era dare una prova di forza, non ci sono riusciti. Ha invece vinto la solidarietà delle persone che hanno vissuto questa vicenda, di quanti le hanno sostenute, dai Cobas all’UsB, da socialismo rivoluzionario ai comitati solidali antirazzisti di Firenze, oltre ovviamente alla perizia del giuslavorista Danilo Conte che ha curato la causa.

Una vittoria importante per tutti i dipendenti del Comune di Firenze che in questo momento stanno subendo attaccati pesanti e ingiustificati alle loro condizioni di lavoro da parte della giunta Renzi, che ci dice che è possibile contrastare il potere prepotente del sindaco e della sua macchina burocratica. Una sentenza che fa giustizia su una vicenda che è stata strumentalizzata e pompata all’inverosimile e che ci restituisce invece fiducia sulla possibilità di continuare a operare in ambito educativo sapendo che la professionalità e l’impegno di chi vi lavora può essere riconosciuto.

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