24 settembre 2018

Nessuna verità per il turista – il libro

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Rituale di sacrificio in un villaggio del Benin. “Il sacerdote indossava un cappellino di lana con il pompon, e al culmine della celebrazione ha stappato una bottiglietta di Fizzy, una bevanda gassata al sapore di frutta, e l’ha versata sull’altare in senso di offerta”.
Non è esattamente quello che ci aspetteremmo, facendo un viaggio alla scoperta delle tradizioni africane. Eppure, episodi di questo tipo si incontrano spesso. Basti pensare ai nativi che si fanno pagare per le fotografie: alcuni turisti accettano lo scambio, altri fotografano di nascosto, altri ancora rinunciano; nessuno si sente a proprio agio.
Alla ricerca del mito dell’autenticità, ci troviamo di fronte ad una società tradizionale comunque cambiata dal contatto con l’occidente e col turismo, per quanto “responsabile”. E poi finisce che, proprio per accontentare i turisti, gli episodi che ci sembrano più autentici magari sono ricostruiti ad arte.
Il pensiero di un antropologo alle prese con la strana “tribù” dei turisti responsabili. (a.v.)

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