Nessun Cie in Toscana. Intanto a Bari parte una "class action" contro la loro istituzione

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di Sara Capolungo per l’Altracittà

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Scena da un centro di identificazione ed espulsione

Mentre in Toscana, e a Firenze, si continua a discutere sulla possibile, e sembra quasi ineluttabile, costruzione di un Cie a Campi Bisenzio, a Bari, dove è già sorto un centro di identificazione ed espulsione sono passati dalle parole ai fatti. Un gruppo di sei cittadini ha dato vita all’Associazione “Class Action Procedimentale” con lo scopo, come si legge nello statuto, “di attivare e affinare lo strumento giuridico della class action procedimentale”, creato da loro a Bari per “l’affaire Teatro Petruzzelli”.

Ma cos’è di preciso? L’associazione definisce questo nuovo strumento giuridico come una “moderna forma di sovranità e manifestazione della cittadinanza sociale nei confronti dei pubblici poteri, per tutte le volte che questi arrechino dei danni di massa attraverso comportamenti illegittimi”. A dar man forte all’iniziativa, sono arrivati anche gli “Avvocati di strada“, altra associazione, di carattere nazionale, che nasce a Bologna nel 2000, con l’obiettivo fondamentale di tutelare i diritti delle persone senza dimora. Ma perché attivare un’azione legale di gruppo, una class action? “Per denunciare le condizioni disumane in cui vivono le persone trattenute, in dispregio agli standard minimi di vivibilità solennemente proclamati dalla nostra Carta Costituzionale, dal diritto comunitario, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”- risponde Annamaria Cataldi, referente dello sportello legale di Bari-“E per inchiodare le pubbliche istituzioni, ai vari livelli, alle proprie responsabilità. Ma anche per dare continuità all’azione di denuncia, di mobilitazione delle coscienze e di sollecitazione delle pubbliche amministrazioni, comune di Bari e Regione Puglia in primis, perché sul nostro territorio non ci siano ‘zone franche’ in cui possano essere consumati arbitri sulle persone.”

Intanto, questa sera a Campi Bisenzio, in piazza Dante, il cantiere sociale Camilo Cienfuegos, nell’ambito della campagna contro la costruzione di un CIE in Toscana, organizza un incontro dal significativo titolo: “Chi specula sulla paura. Cosa sono e a cosa servono i CIE?”, con gli interventi di Rolando Magnano, vice capo missione Italia di Medici senza Frontiere e di Demba Sene, del Toscana No Cie di Pisa. Durante la serata verrà, inoltre, presentato il libro “Al di là del muro”, secondo rapporto di Medici Senza Frontiere sui centri per migranti in Italia.

Al cantiere sociale Cienfuegos, ai cittadini di Campi e a tutti i toscani, giriamo il desiderio di Annamaria Cataldi :” ci auguriamo che tutte le associazioni impegnate sul terreno della tutela dei diritti umani trovino modo di coordinarsi e fissare un piano di azione, con tempi e obiettivi definiti, per evitare che la sacrosanta indignazione per luoghi come i CIE si trasformi ancora una volta in rassegnata constatazione”.

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