Neofascismo, la Toscana non è immune

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di Maurizio Sarcoli

Da qualche tempo è sempre più concreto l’allarme per l’infiltrazione di movimenti neofascisti in Toscana. Ricordiamo in proposito solo due episodi avvenuti di recente a Firenze e Pistoia. A Firenze nell’agosto scorso è stata aperta la libreria ‘non conforme’ ‘Quota 33’, a Castello. La libreria era espressione dell’associazione ‘La fenice’, che raccoglie giovani di destra e ha sede in zona Le Panche. Già nel nome dichiarava le proprie radici: Quota 33, come il campo (ora sacrario) della battaglia di El Alamein dove riposano 5.200 italiani, morti durante la guerra fascista in Etiopia. La libreria vendeva ‘materiale non conforme’ cioè magliette con slogan fascisti e croci celtiche: ha dovuto chiudere per le proteste delle forze democratiche (come Arci e Anpi) ma anche degli stessi abitanti di Castello.

A Pistoia nel dicembre scorso un piccolo gruppo di giovani naziskin ha aggredito un ragazzo che usciva dallo Spazio Liberato ex Breda Est. Sarà un caso, ma nei mesi precedenti proprio Pistoia aveva visto spuntare prima la sede locale di Forza Nuova, partito fondato da due personaggi condannati per banda armata, che stampa manifesti contro omosessuali e immigrati, e poi il circolo Agogè di CasaPound, frequentato da uno degli aggressori. L’associazione CasaPound che ha sede centrale a Roma, si occupa dei problemi dei cittadini come la casa, i generi di prima necessità, ‘facendo breccia’ da destra con una risposta immediata e populista a quelle domande che la sinistra non riesce più a soddisfare. È una destra sociale, che rifiuta ‘il mercato’, ma difende l’italianità e ritiene che i diritti sociali siano prima degli italiani che di altri. Questa linea di pensiero sembra far presa su una minoranza di giovani, anche in una terra tradizionalmente di sinistra e antifascista come la Toscana: forse essere fascisti è diventato anticonformista e quindi ‘trasgressivo’?

Dopo l’aggressione di Pistoia si sono succedute due manifestazioni, a dimostrare che la società civile non sottovaluta questi episodi: il fenomeno è sentito con particolare allarme da parte delle generazioni che hanno vissuto in prima persona la dittatura fascista. Ma i politici delle forze democratiche locali, che fanno? A nostro parere ben poco, a parte riaffermare principi generali e minimizzare gli eventi.

Affidiamo le conclusioni alle parole di Ornella de Zordo, che dichiara: «La fascinazione per la cultura nazifascista è largamente diffusa soprattutto tra i giovanissimi ed è un fenomeno in continua crescita. Credo che su questo la sinistra italiana dovrebbe cominciare a interrogarsi, in maniera lucida e distaccata; perché la sinistra storica ha lasciato tra i giovani un vuoto culturale: perdendosi tra le dinamiche partitiche, che ai ragazzi non interessano, ha perso la carica ideale di cui invece hanno bisogno».

0 Comments

  1. Johnny

    “ha dovuto chiudere per le proteste delle forze democratiche (come Arci e Anpi) ma anche degli stessi abitanti di Castello.”

    Informatevi bene cari giornalisti… siamo andati via perchè i cari vostri compagnucci avevano messo su manifesti in tutto il quartiere dove SCHEDAVANO senza mezzi termini la proprietaria del fondo, mettendo in pubblico nome, cognome, via, numeri di telefono. La cara signora si è ritrovata l’indomani un centinaio di codardi davanti casa che indicavano a tutti i passanti “è lei la nazista”. Questa è la bella democrazia di arci e anpi… giusto?
    La proprietaria del fondo con noi non c’entrava nulla, è stata vittima di questa bellissima situazione!

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  2. Cora

    In effetti sono metodi un po’ da fascisti… Non si saranno mica ispirati ai maestri di cui vendete le magliette nelle vostre belle librerie?
    Ma che senso ha, un fascista che si lamenta di metodi fascisti?
    Musica consigliata: Ball of confusion (That’s What the World Is Today), The Temptations (scusa Johnny se sono negri…)

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  3. carlo

    ma non ci puòpotrà essere un monopolio rosso in tuscany……..dai…..via…….è impensabile……ma infatti chi si ribella a tutto ciò è un grande……io ti vado sotto la coda compagno…..e quello che dici non ha nessun valore di interesse per me……primo perchè il frocio col culo di quell’altri lo stai facendo a casa anche di chi non si rifà ai tuoi ideali di intolleranza verso gli italiani(ormai lo abbiamo capito)…e secondo la gente è stufa di farsi prendere per il culo da voi e dalla vostra informazione che è uguale a quella del primo massone italiano che con colorite collaborazioni politiche ha ridotto l’italia ad un sempre più evidente divario tra classi…. ….e voi che credete che berlusca sia un camerata…….è un mafioso…..e come tale agisce da mafioso…..e voi uguali…….il culo sfondatevelo tra di voi…….ah ah ah ah ahahahah

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  4. Maurizio Sarcoli

    Quando leggo post come quello di Carlo mi sento un po’ meno allarmato sull’avanzare del neofascismo in Toscana: la confusione di concetti, riferimenti e linguaggio mi fa credere che Carlo rappresenta soltanto se stesso e forse neanche lui (quando uno può rimanere anonimo vomita di tutto).
    La presunta battuta omofobica del finale (con risata scritta) mi sembra manifesti una miseria umana e culturale che spero mantenga i fascisti nelle fogne nelle quali il 25 aprile del ’45 sono stati spediti da uomini e donne italiani. Ciao Carlo per te provo pietà non intolleranza, Maurizo Sarcoli

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