Nella gioia e nel dolore

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Alessandro Santoro, prete delle Piagge, in primavera celebrerà un matrimonio. Gli sposi sono già coniugati civilmente, e felicemente, da 25 anni. Lei si chiama Sandra, lui Fortunato. Dov’è la notizia, e soprattutto dov’è il problema, per cui Don Santoro, amministrando un sacramento, ‘rischia’ di dare scandalo? Il problema è che Sandra era nata maschio, e come maschio è stato battezzato e cresimato. Ma Sandra maschio non si è mai sentita, finché, dopo un percorso tormentato e difficile, raccontato nel suo libro “Il volo”, ha deciso di cambiare sesso. Oggi Sandra è una donna: per suo marito, per lo Stato italiano, per tutti, fuorché per la Chiesa. Almeno quella delle gerarchie, delle burocrazie, degli archivi diocesani. Non per Alessandro e per la Comunità delle Piagge, che come donna la accolgono e festeggiano il suo desiderio di sposarsi in chiesa. L’intenzione di celebrare il matrimonio è stata comunicata al Vescovo di Firenze con una lettera. Non gradita. Divorziati, gay, transgender… tutti peccatori che non possono ricevere la comunione, secondo le regole ufficiali. Certo, qualcuno avrà notato che, però, alcuni divorziati eccellenti, cattolicissimi onorevoli, vengono ricevuti dal Papa con grande cordialità… ma questa è un’altra storia.
Oggi la storia che ci interessa è quella di Sandra e Fortunato. Una storia per cui si apre un nuovo capitolo, che, se tutto va come deve andare, diventa motivo di speranza per tante altre persone costrette a vivere a metà la loro fede.
Tanti auguri.
Cecilia Stefani

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