Nel controllo sui rubinetti toscani vittoria dei movimenti per l’acqua

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Arriva da Firenze uno stop al consolidamento della privatizzazione del servizio idrico. Non è passata in consiglio comunale la delibera che prevedeva di accorpare tre differenti ATO, ambiti territoriali, per ‘ottimizzarne la gestione’, ma di fatto regalando al socio privato, Acea, presente in tutti e tre, un enorme potere.
Grazie a questa fusione, infatti, il nuovo gestore fornirebbe il servizio idrico a ben 2,5 milioni di utenti, con un livello di fatturato annuo pari a 250 milioni di euro.
L’accorpamento era, ed è, fortemente voluto dal sindaco Domenici e dal Partito Democratico, mentre lo contestano aspramente i movimenti per la ripubblicizzazione dell’acqua, che su questo obiettivo hanno raccolto 400mila firme a sostegno di una legge popolare.
Lunedì 21 gennaio a Palazzo Vecchio è mancato il numero legale, grazie all’uscita dall’aula delle opposizioni di sinistra (Rifondazione e Unaltracittà/Unaltromondo) e della destra, ma anche di Sinistra Democratica e Verdi, del consigliere Pettini dei Comunisti Italiani e del Presidente Eros Cruccolini. Grazie al fronte compatto – per una volta – della sinistra, supportata dalla presenza in aula di un pubblico entusiasta, la delibera si è arenata. Grande stizza del Sindaco e della maggioranza, che si è spinta a chiedere la sfiducia per Cruccolini, reo di aver fatto prevalere ‘logiche di appartenenza partitica’, a loro dire, uscito per coerenza al proprio pensiero e alla propria storia, come ha affermato lui.
Da notare che questa delibera sulla fusione, su cui non si è voluto rimandare la votazione, è stata programmata malgrado l’attuale moratoria su tutti gli affidamenti in gestione, approvata dal Parlamento a dicembre scorso, come hanno ricordato in una lettera ai 160 comuni coinvolti i lavoratori di Publiacqua.
Ma chi è questo socio privato così caro al Partito Democratico? Acea spa, al 51% del Comune di Roma (il cui sindaco Walter Veltroni è anche il leader del PD), è un colosso nel campo dell’acqua ed è stata recentemente multata dall’Antitrust per più di 8 milioni di euro per aver fatto accordi illeciti con un altro gigante, la multinazionale francese Suez, così da sbaragliare la concorrenza. Tali accordi di cartello avrebbero avuto luogo soprattutto in Toscana, dove le due società gestiscono insieme il servizio in 6 province, e singolarmente in altre 2 (Arezzo e Lucca). Acea non si occupa però solo di acqua: in joint venture con Suez-Electrabel è entrata anche nel mercato dell’energia elettrica, e da qualche mese anche in quello della gestione dei rifiuti, un business sempre in espansione. Suoi infatti gli impianti di San Vittore e di Terni (chiuso perché tossico), sua la discarica orvietana (sequestrata per smaltimento illegale rifiuti tossici), suoi altri impianti di produzione di combustibile derivante da rifiuti.
Un curriculum di tutto rispetto, in tempi di imminenti e ‘indispensabili’, sempre per gli amministratori del PD, inceneritori.
Nel frattempo continua la protesta dei lavoratori di Publiacqua contro le nuove disposizioni dell’azienda, che ad esempio riduce ad una sola presenza il turno di notte con conseguenti rischi per il lavoratore e per l’impianto. Nemmeno la forma dello ‘sciopero bianco’ sembra essere tollerata da Publiacqua: i lavoratori denunciano attività di mobbing verso i più esposti, soggetti a trasferimenti continui e assegnazione di mansioni inferiori al loro livello.

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