15 novembre 2018

Natività, una mostra e un libro per denunciare le difficoltà di essere madri straniere a Firenze

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‘Natività. Essere madri a Firenze’ è il titolo di una mostra suggestiva e originale che si terrà nella sede Galleria via Larga, in via Cavour, dal 9 al 16 gennaio prossimo. Racconta i volti e le storie di donne immigrate, di varie nazionalità, donne con i loro figli, donne con storie intense e di grande coraggio. Vengono a Firenze in cerca di lavoro, di cura per i figli spesso malati, per un futuro migliore. Ma essere madri straniere a Firenze non è facile: affitti esosi per abitazioni fatiscenti, lavori saltuari e mal pagati, la difficoltà della lingua e della burocrazia. E l’insensibilità spesso delle istituzioni.
Patrocinata dalla provincia di Firenze, la mostra è organizzata dall’Associazione Fate, impegnata da tempo nell’accoglienza e ascolto di madri sole, soprattutto immigrate. Si tratta di una mostra con alcuni ritratti fotografici di queste donne immigrate, realizzati dal fotografo fiorentino Massimo Sestini. Le foto saranno accompagnate da interviste curate dalla giornalista Maria Zipoli, presidente dell’Associazione Fate Oltre alla mostra verrà stampato una piccola pubblicazione con le foto, le storie e alcuni testimonianze. Tra gli altri il Ministro Rosy Bindi, il Presidente della provincia di Firenze Matteo Renzi, Don Alessandro Santoro, Enzo Mazzi, Padre Vinicio Albanesi e l’On. Mercedes Frida. La mostra e il libro sono anche documenti di denuncia. Nonostante che Firenze risulti, secondo l’indagine del Sole 24 ore, la città ideale per vivere, in realtà per le donne e i bambini immigrati non lo è affatto così ospitale e paradisiaca. Ma soprattutto l’iniziativa di Fate si propone di promuovere progetti concreti per aiutare le donne immigrate. Il progetto che partirà in concomitanza si chiama ‘Progetto Patenti’ e costa 5mila euro.
‘In breve si tratta di questo. Per dare alle madri di Fate la possibilità di avere un lavoro abbiamo scoperto che avere la patente è fondamentale. Quando infatti si presentano a chiedere di lavorare, soprattutto nel settore delle pulizie, viene chiesto loro: ‘Ce l’hai la patente?’. Se una risponde no viene scartata. La patente è quindi essenziale. Anche perché in futuro pensiamo di poter essere in grado di prendere i bambini a scuola, di fare la spesa come già facciamo, a turno con un auto. Come vere Comadre, l’una madre dell’altra. Una famiglia, a maggiore ragione, una piccola comunità urbana come la nostra, ha bisogno di avere donne in grado di muoversi, di rendersi autonome’, spiega Maria Zipoli, presidente di Fate.

Per sostenere il progetto di Fate i contributi possono essere versati sul
c/c 332800 del Banco Desio, angolo via Tornabuoni, Firenze.
ABI 03194 CAB 02800

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