12 dicembre 2018

Nativi americani, un libro e un'associazione

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le pietre, l’acqua, gli alberi, gli animali…”

Questo è il concetto di base che viene spiegato nell’ultimo libro di Alessandro Martire, avvocato fiorentino, danzatore del sole e “portatore di sacra pipa”, cioè un uomo che secondo i nativi americani è stato scelto per portare (e non per possedere) la tradizionale pipa sacra, o calumet della pace. Il titolo è “Wakan Tanka, il grande sacro – la via spirituale dei nativi americani”, uscito a giugno di quest’anno.
L’opera affronta anche le differenze tra questo modo di vivere il rapporto con il sacro e le religioni monoteistiche, in particolare il Cristianesimo.

Secondo Alessandro Martire noi occidentali viviamo in una realtà dominata da un forte concetto di possesso e di individualismo, al contrario della società indiano-americana dove il senso di comunità e di appartenenza ad un gruppo è tutt’ora molto importante. Nel libro sono anche sottolineate le grandi affinità tra la spiritualità indiana e quella delle popolazioni africane e degli aborigeni australiani.

Quando si parla di nativi americani si comprendono popolazioni che vanno dall’ Alaska sino ai deserti al confine con il Messico, per cui domandiamo a Martire: “è diverso nelle varie tribù l’atteggiamento verso il divino?”
“E’ diverso in piccoli connotati, ma la base è la stessa” ci risponde, “possiamo definirlo come molto vicina al panteismo, anche se di panteismo in realtà non si tratta”.
La conclusione a cui arriva l’autore è che questa visione del sacro può rappresentare un modello praticabile anche per noi occidentali, un modello che secondo Martire può addirittura ridonarci un equilibro.

Alessandro Martire può “vantare” un’esperienza ravvicinata con questo affascinante popolo. Dopo un viaggio negli USA che lo ha fatto entrare in contatto con i Nativi, è oggi direttore dell‘associazione Wambli Gleska (Aquila Chiazzata), con sede a Sesto Fiorentino. Nata nel 1994, essa ha lo scopo di diffondere in Italia e in Europa la cultura dei Nativi americani e di sviluppare progetti politici, culturali ed umanitari. I rapporti dell’associazione sono tenuti esclusivamente con le riserve di Pine Ridge, Rosebud e Cheyenne River, in South Dakota: sono state queste comunità indiane in particolare, tra tutte quelle presenti negli Stati Uniti, a richiedere la presenza legale del signor Martire per essere rappresentate nel nostro continente.

Wambli Gleska svolge anche attività umanitarie come finanziamenti per ambulanze e servizi per bambini orfani. Nel 2012 grazie all’associazione sono venuti in vacanza in Toscana per quindici giorni sei ragazzi di sedici anni, ospiti di famiglie residenti a Vaiano.
“Hanno legato subito con gli altri ragazzi italiani e visitato Firenze, Pisa e Lucca, un’esperienza meravigliosa se si pensa che non erano mai usciti dalla riserva”.

Ma che vita conducono oggi queste popolazioni?
“Le riserve indiane rappresentano il terzo mondo nel cuore dell’America: i bambini hanno problemi di nutrizione e spesso muoiono di fame, d’inverno in South Dakota la temperatura si abbassa fino a meno venticinque gradi, manca il combustibile per riscaldarsi… inoltre due grandi piaghe affliggono questa gente, il diabete e l’alcolismo”.

per contatti e info: http://wambligleska.it | info@wambligleska.it

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