Natale a Napoli

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É buio. È la notte del mondo. ‘Era notte’, è scritto nel Vangelo di Giovanni per la notte del tradimento. É la notte del fallimento del vertice dei gas-serra a Buenos Aires, è la notte di Falluja, è la notte dei poveri così come appare nei rapporti 2004 della FAO, dell’Unicef, dell’ILO. È la notte del maremoto del sud est asiatico. È la notte della democrazia italiana. È la notte di questa città, Napoli, che ha visto cadere quest’anno oltre 130 vittime della camorra. Da questa città, dai ‘bassi’ della Sanità, uno degli storici quartieri insieme a quelli Spagnoli e di Forcella, vi giunge il mio incoraggiamento a resistere e a darvi da fare perché la luce splenda nelle tenebre. È un lento entrare il nostro (Fernando ed io) nelle vene della Sanità, della città, di questo splendido popolo napoletano che ci accoglie ogni giorno con tanta festa. È il popolo semplice, umile (questa è l’altra Napoli!) che ci fa sentire a casa nostra. È qui che abbiamo vissuto il Natale, il Natale dei poveri e abbiamo scelto di celebrarlo con loro.
Con i bambini

Per loro abbiamo finalmente aperto il Dopo-scuola, una piccola struttura data in comodato dal comune alla Parrocchia per questo scopo. Noi utilizziamo un cucinino e una stanzetta di questo locale dove Fernando ed io dormiamo. Ogni giorno al pomeriggio i bambini scatenati rendono questo locale più umano e gioioso. Bimbi come Ciro, Lino che. invitati come dono di Natale al Teatro Augusteo, hanno creato ‘u burdello’ a detta loro. Una quindicina di ragazzini assistiti da altrettanti volontari. Una realtà tutta da inventare. Ma è stato per noi un vero dono di Natale.
Con i drogati

Vi sono due comunità per tossicodipendenti alla Sanità: Crescere Insieme di Rosario Fiorenza e La Tenda di don Antonio Vitiello che molti anni fa ha deciso che era importante impiantare la loro prima comunità di recupero proprio alla Sanità (‘e mise la sua tenda in mezzo a noi’). Il 22 dicembre ho celebrato il Natale con questi giovani (una cinquantina) che raccontavano cosa fosse il Natale nella loro vita. Momento splendido in cui molti hanno condiviso il racconto della propria vita. Quanta sofferenza e solitudine emergevano dalle loro storie. Osservavo uomini fatti e rotti a tutto, sciogliersi in lacrime. Mi sembrava di vedere nascere davanti ai miei occhi quel Bimbo che ci portiamo dentro. Quel Bimbo non chiede che di nascere. Con che commozione abbiamo alla fine benedetto e poi spezzato il pane come segno di profonda comunione. Una comunione che è diventata eucaristia, quando con questi ragazzi abbiamo celebrato la messa la sera di Natale.
Il 23 dicembre ho fatto lo stesso con i tossicodipendenti della Comunità Crescere Insieme guidata da Rosario Fiorenza, un uomo straordinario che ha dedicato la vita a salvare i suoi fratelli tossicodipendenti dalla droga. Sono ragazzi che ho frequentato molto quest’anno con momenti di preghiera, di riflessione. Che bello sentirli raccontare la loro esperienza di vita. Vite spezzate, distrutte.Il tutto è sfociato poi nell’eucaristia natalizia animata dalla chitarra del capo comunità, lo ‘scugnizzo buono’ Rosario: ‘per un pezzetto di pane, per un bicchiere di vino, Dio si è fatto vero cibo e cammino.’ cantavano a gran voce i ragazzi quello che è diventato un pò il loro inno perché scritto, parole e musica, da Rosario. Dopo la lettura del Vangelo della nascita di Gesù (Luca 2), mostro il bambinello che gira tra le mani di tutti mentre Rosario con voce potente canta ‘Quanno nascette ninno a Betlemme.’ Poi uno di loro, Pierino, ha voluto davanti a tutti rinnovare le sue promesse matrimoniali con Gianna: ‘non sono stato per te un buon marito, ma ora.’ e il figlio, già grande, scoppia a piangere. È Natale. È la vita che sgorga!
Con i barboni

Un Natale che culminerà a mezzanotte del 25 dicembre nella stazione ferroviaria centrale di Napoli, piazza Garibaldi spezzando il pane con i barboni e i poveri che ci vivono. Ogni lunedì andiamo (soprattutto Fernando) a trovarli e a portare loro qualcosa di caldo. La notte di Natale (nonostante il rifiuto di darci il permesso) ci siamo ritrovati con gli ‘amici’ della stazione. Era la prima volta che a Natale vi si celebrava la messa di mezzanotte. Anche qui è stato lo scugnizzo buono, Rosario a cantarci: ‘Quanno nascette ninno.’mentre il Bambinello passava di mano in mano illuminando i volti di tanti. Annunciamo a tutti il dono di Natale per la gente della stazione: il Comune di Napoli ha messo (dopo molta insistenza!) a disposizione un piccolo appartamento vicino alla stazione che servirà come primo rifugio per chi è senza documenti e vuole un riparo. Sarà gestito da un gruppo di volontari. Abbiamo concluso nel cuore della notte di Natale cantando ‘Tu scendi dalle stelle’ che compie duecentocinquanta anni da quando S. Alfonso Maria de Liguori la compose per i suoi napoletani.
Natale dei piccoli, degli scugnizzi, dei poveri, degli emarginati, dei drogati, dei malati mentali. abbiamo celebrato l’eucaristia con una dozzina di uomini e donne che vivono in due case famiglia. Sono due realtà belle della Sanità, volute e sostenute dal Dott. Emilio Lupo, segretario nazionale di Psichiatria, che si è impegnato a chiudere il manicomio di Napoli e ad aprire invece nuove e più umane realtà di accoglienza per chi soffre di patologie psichiatriche. Che bella quella celebrazione, seduti tutti attorno ad un tavolo, con i malati mentali. Era la prima volta che si celebrava con loro. ‘Ci mancavano questi momenti di spiritualità’ mi ha confessato Titta, l’Assistente Sociale.
È questo il Natale dei poveri, degli esclusi.e queste celebrazioni natalizie ci spingono ancora di più a darci da fare perché vinca la Vita (Natale è la festa della Vita!).
In questo periodo ci siamo impegnati molto per creare la rete, sostenendo il coordinamento di tutte le forze presenti alla Sanità (e sono tante!). Scopo della rete: conoscerci, aiutarci e sostenerci vicendevolmente ma soprattutto incominciare a capire che insieme si può avere un peso ben maggiore sui politici e sulle istituzioni. Soprattutto la rete dovrà lentamente riprendersi le Piazze della Sanità ora abbandonate ai motorini, alla droga e alla camorra. Con la primavera ogni gruppo offrirà in piazza un dibattito, una serata di canti o di teatro. È la resistenza culturale fondamentale per cambiare una società basata su una cultura camorristica. Una resistenza culturale che noi sosteniamo con forti momenti di spiritualità missionaria vissuti proprio qui alla Sanità: la seconda domenica di ogni mese è dedicata ai giovani del GIM seguendo il Vangelo di Giovanni e la terza domenica è dedicata ai laici impegnati socialmente seguendo l’Apocalisse.
Uno dei nuovi soggetti della rete è Teatron del prof. Ettore Massarese che sta lavorando per rendere agibile la Chiesa di S. Maria Maddalena (da anni chiusa!) perché diventi un centro teatrale dove i giovani della Sanità possano imparare a recitare, a fare teatro. (I napoletani sono attori nati! è questo il rione dove è nato il grande Totò). Anche questo nuovo centro verrà aperto per l’Epifania: altro dono di Natale per il quartiere!
In un’altra zona della Sanità ancora un gruppo sta sistemando la Chiesa dell’Immacolata perché serva per rappresentazioni teatrali e di burattini. In altri locali di questa Chiesa il prof. Dalisi (artista napoletano) aprirà una ‘scuola’ per formare giovani capaci di trasformare oggetti di ferro e altri materiali ‘scartati’ in piccole ‘opere d’arte’.
È Natale! È bello sentire questo ‘pullulare’ di vita (bisognerebbe ricordare anche il lavoro di Vivi Quartiere e del gruppo di giovani che sotto la guida di p. Antonio Loffredo, il Parroco, gestisce le catacombe di S. Gaudioso!) in questo quartiere-ghetto. È Natale! È Natale anche in questo impegno quasi sotterraneo di resistenza contro la privatizzazione dell’acqua. Una resistenza portata avanti soprattutto dalla Rete Lillipuziana di Napoli. Il 23 novembre Ato 2 che include oltre Napoli, altri 138 comuni della regione Campania, ha votato la privatizzazione dell’acqua. Non entro qui in tutti i dettagli e distinguo. Ci siamo ribellati a questo! L’acqua era da parecchio nell’agenda di Lilliput che ha fatto uno splendido lavoro, soprattutto il referente del nodo Salvatore Carnevale e Consiglia Salvio. Con un coraggio straordinario sostenuti da Rosario Lembo e E. Molinari (Contratto Mondiale dell’Acqua – Italia) hanno portato avanti un’esemplare resistenza (con il totale silenzio della stampa. I media napoletani sono totalmente asserviti agli interessi finanziari!). Ha funzionato Internet. Ci siamo sentiti traditi dalle forze politiche. (Bisogna proprio parlare di tradimento!) È la notte del tradimento. Raramente l’abbiamo percepito con forza come quel 18 dicembre di prima mattina quando mi sono recato ad Acerra dove si erano dati appuntamento i comitati italiani anti-inceneritori. Mi è bastato vedere e toccare con mano il degrado ecologico di Acerra dove il governo, ora, in barba alle prolungate proteste della gente, vuole costruire il Mostro (così lo chiama il popolo di Acerra), il più grande inceneritore d’Italia. Ho introdotto quel seminario di studio contro gli inceneritori e dissi che anch’io di nuovo mi mettevo a digiunare fino a Natale contro l’inceneritore e contro la privatizzazione dell’acqua. A mezzogiorno ero a Napoli dove era stato convocato un incontro fra la Rete e i Partiti di Napoli. Li si è capito come è avvenuto il tradimento, l’inganno e come si è arrivati a quel voto! Sembrava che tutto dovesse finire in. invece Pecoraro Scanio, il leader dei Verdi, venne a portarci alcune buone notizie. ‘vengo dal Convegno dei Verdi. e parlo a nome del Sindaco Iervolino che mi ha autorizzato a dirvi che lei riconvocherà Ato 2 e chiederà un nuovo voto!’. Applausi in sala. ‘Se questo non avverrà – continua Pecoraro Scanio – prometto come leader dei verdi di fare ricorso al TAR.’ Di nuovo applausi. È stato un momento importante per noi, di speranza, di vita. ‘Grazie a voi tutti – dissi concludendo – poiché con i pochi mezzi a disposizione, ma lavorando seriamente abbiamo gia ottenuto un buon risultato. Continuerò a digiunare fino a Natale: è il mio contributo alla lotta per l’acqua! Se noi cediamo offriamo su un piatto d’argento un pranzo di lusso alla camorra napoletana. È qui che si combatte la camorra!’.
È con questo spirito di impegno, di gioia che abbiamo poi rotto il digiuno nel cuore della notte di Natale. ‘Non è piuttosto questo il digiuno che io voglio – dice il profeta Isaia – sciogliere le catene inique, togliere i legacci del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?’.
E nella liturgia eucaristica celebrata con i barboni alla stazione ho ascoltato con gioia la parola di Isaia che mi aveva sempre fatto sobbalzare a Korogocho: ‘Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce.un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio’.
A tutti Buon Natale, non quello consumistico ma il Natale quotidiano fatto di impegno perché vinca la Vita. A tutti un buon anno 2005 in cui possiamo vedere qualche sprazzo di luce in questa notte del mondo. Che la vita vinca.
Alex

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