15 novembre 2018

Natale per ricostruire la Speranza

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Gesù nasce al tempo del censimento ordinato dall’imperatore dove tutti venivano contati, registrati per essere controllati dal potere.

Anche il nostro tempo e il nostro cuore assomigliano molto a quel tempo; i nostri passi, i nostri pensieri, le nostre scelte sembrano sottomettersi alla logica dello scontato e del consueto;
un po’ rassegnati e un po’ insteriliti ci facciamo costruire la vita addosso e consumare dall’abitudine e dalla paura.

Quando diventiamo così la notte si fa tenebra, non ci riconosciamo più, si sfaldano tutte le speranze, si amplificano le difese, i muri, le indifferenze e la disumanità si fa spazio dentro e fuori di noi.

Ma in questo lungo inverno del mondo che sembra avvolgere tutto, un bambino di nome Gesù nasce clandestino, fuori posto in una mangiatoia, e ci invita a ricongiungere di nuovo terra e cielo, a tornare ai giorni del rischio, al fremito tenero e profondo del desiderio, a cominciare ad abbattere i muri della sopraffazione, dell’indifferenza, della frantumazione che provocano solo guerra e disumanità.

Questo Natale ci invita a ricostruire il muro della speranza, come segno da contrapporre ai troppi alti e prepotenti muri che separano ed opprimono; un piccolo muretto dove sedersi tutti insieme a cantare ed attendere la Vita, dove il pezzetto di ognuno, con le sue sapienze, i cammini, le speranze, diventa prezioso, incrociandosi e congiungendosi con quello dell’altro.

Ho la sensazione che solo lì e solo così potrà nascere ancora una volta Gesù… allora diventiamo insieme apprendisti e manovali della speranza perché vinca la Vita.
Buon Natale.

Alessandro prete e la Comunità delle Piagge

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