Napoli, ‘mazziati’ e con la discarica

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“Datemi voce e spazio perché sui giornali non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra. Almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili, davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate che presidiavano un incrocio. La polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. A guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperarli, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza”.
È la sconcertante testimonianza di Elisa Di Guida, docente di Storia e Filosofia a Napoli, che ha voluto così denunciare i fatti accaduti il 23 maggio nella periferia della città. Un clima che lei stessa definisce da “stato di polizia”, che ha funestato le giornate di protesta contro la riapertura della discarica di Chiaiano. La polizia ha usato il manganello anche contro il giornalista del Tg3 Romolo Sticchi, al quale è stata sequestrata la telecamera.
Si parla di manifestanti violenti, che sarebbero manovrati dalla camorra. Può essere, non lo sappiamo. Di certo contro cittadini che esprimono un dissenso, da Genova a Napoli, la storia sembra ripetersi. Tutto questo mentre in Sassonia – regione tedesca dove l’Italia spedisce treni di rifiuti – si fanno affari. La conferma arriva dallo stesso Ministero dell’Ambiente della regione: nessun rifiuto smaltito in Germania viene bruciato. Gli organici vengono separati da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.). Perché non lo facciamo anche noi, anziché spendere milioni di euro per esportare una ricchezza? È lecito chiedersi a chi convenga tutto ciò.

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