Multiplex: ecco come sbloccare i lavori, grazie al polo culturale e ai fondi regionali

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un Centro delle culture, spazi aggregativi per giovani artisti. Parte dal luogo simbolo della battaglia contro la gestione dell’urbanistica ‘contrattata’ da parte dell’amministrazione comunale la proposta di riconversione della struttura originariamente destinata a multiplex e centro commerciale. A lanciarla sono stati, proprio davanti al ‘mostro’ di via di Novoli, Ornella De Zordo e il presidente provinciale dell’Anec (Associazione nazionale esercenti cinematografici) e capolista al Comune di “Per Unaltracittà” Maurizio Paoli.

“E’ chiaro che, anche a prescindere dalla conclusione delle indagini della Magistratura – hanno aggiunto – il tema della destinazione di quell’edificio si porrà comunque all’attenzione della città nei prossimi mesi. Considerando irrealistica la pur auspicabile ipotesi di demolizione della struttura, proponiamo di aprire una trattativa fra amministrazione e Immobiliare Novoli per l’acquisizione dell’edificio da parte del Comune ad un prezzo che non può essere quello di mercato – viste le responsabilità che nella vicenda hanno coinvolto insieme pubblico e privato – e la sua riconversione ad un uso culturale. I fondi regionali sarebbero già disponibili, per un’operazione che risponderebbe perfettamente alle esigenze dell’area in cui sorge la cittadella universitaria. E’ necessario ovviamente che in quella zona, oggi cementificata alla follia e caratterizzata da un rilevante squilibrio ecologico e sociologico, ci si impegni a non posare un solo mattone in più”.

Per una strana coincidenza la proposta arriva a poche ore dalla dichiarazione del candidato Valdo Spini a Repubblica, proprio sul futuro dell’immobile: “Sono per il mantenimento dei cinema”. Una dichiarazione coì esplicita che rende evidente come l’alchimia elettorale spiniana sia ormai impazzita. Mentre i Verdi hanno impostato la loro campagna contro il Multiplex il loro dominus avalla la politica del PD, recentemente confermata dal presidente della Commissione urbanistica Barbaro. Una situazione analoga si era verificata solo pochi giorni fa sull’affaire Tav.

Il multiplex, in un rendering progettuale
Il multiplex, in un rendering progettuale

“Abbiamo assistito fino all’ultima seduta del Consiglio Comunale a numerosi tentativi di forzature da parte della maggioranza, tutti miseramente falliti. La politica però sta ancora incredibilmente cercando una soluzione in favore dei costruttori per sanare l’edificio, modificando radicalmente la legge regionale sul cinema – hanno denunciato De Zordo e Paoli – ci si dimenticano forse le motivazioni con le quali la Procura di Firenze ha posto sotto sequestro il cantiere, nell’ambito delle indagini che sta conducendo per violazioni delle leggi edilizie. Quella sul Multiplex è stata una battaglia durissima, e se non ci fosse stata da parte nostra una costante e ferma opposizione sicuramente sarebbe già stato inaugurato. Ci pare che in troppi tentino adesso di ‘saltare’ sul carro del vincitore, erigendosi a ‘paladini dei cinema di quartiere’. Noi non ci fidiamo dei politici e dei partiti che fino ad ora hanno dimostrato di tutelare l’interesse dei poteri forti piuttosto che quelli dei cittadini e che adesso continuano a non esprimersi con chiarezza contro l’apertura del multiplex.”

“Occorre intervenire urgentemente per rivitalizzare i cinema fiorentini – hanno poi sottolineato De Zordo e Paoli – è opportuno per questo promuovere una rete fra i vari cinema di quartiere che faccia perno sull’Alfieri (di proprietà comunale) e favorisca l’apertura in città di spazi culturali polifunzionali, invece di inseguire faraonici ed oscuri progetti di ‘Casa del Cinema’. Oltre a  riaprire i cinema chiusi, serve l’impegno dell’amministrazione per cercare di non far chiudere quelli che, fra mille difficoltà, proseguono la propria attività. Per questo è importante promuovere una serie di agevolazioni già sperimentate con successo in altre città: utilizzazione dei parcheggi comunali e di quelli dei centri commerciali a favore degli spettatori e dei residenti, esenzione dell’imposta di pubblicità per le insegne, esenzione del canone di occupazione del suolo pubblico, riduzione della tassa sulla raccolta rifiuti, esenzione dall’Ici. Occorre poi prevedere facilitazioni per continuare le attività cinematografiche anche nel centro cittadino”.

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