Multiplex di Novoli: nuovo centro o vecchia periferia?

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Nicola Novelli da Nove da Firenze

Da quasi mezzo secolo Firenze dibatte dello sviluppo immobiliare a nord ovest e della possibilità di ricentrare nell’area di Novoli funzioni pregiate della città. Se questo è l’obiettivo dichiarato dalle amministrazioni locali dal Piano Detti del 1963 ad oggi, perché il segno urbanistico più forte e discusso di questi anni è un cinema multiplex, l’emblematica caratteristica delle periferie, se non dell’exurb, di tutto il mondo?

Le notizie di stampa annunciano l’apertura del nuovo Multiplex fiorentino il 18 novembre, mentre Giuseppe Corrado, presidente e amministratore delegato di The Space Cinema, società controllata da Mediaset e Benetton, chiarisce alcuni punti importanti: il contratto con Immobiliare Novoli per la gestione risale a sette-otto anni fa. Fu stipulato con il distributore per la Toscana dei film Medusa, il Gruppo Germani, che adesso entra nella gestione al 30%. L’intenzione è di arrivare ad 8 sale per 1.900 posti utilizzando la categoria B della legge regionale recentemente approvata dal gruppo del PD, per la ‘media multisala’ che risulta priva di limite di posti e distanze da rispettare. Le otto sale sono già tutte costruite. La politica delle assunzioni si orienterà solo su ragazzi alla prima occupazione.

Secondo il Comitato Vivere Novoli, il Multiplex servirà a combattere la prostituzione e si augura che nelle 9 sale ci sia “un’offerta diversificata con una sala che possa essere cinema-teatro e una sala cinematografica per il cinema d’autore”. Richiesta che per ora non viene “accolta” dall’Immobiliare Novoli.

“Ho lasciato i miei incarichi nell’Anec e nell’Agis e non intendo ricandidarmi alle prossime elezioni – commenta sconsolato l’esercente indipendente Maurizio Paoli – tutto l’impegno profuso in questi dieci anni dall’Immobiliare Novoli, con i suoi soci italiani ed esteri, e dalle amministrazioni di sinistra, comunale e regionale, per spianare la strada al maggior gruppo oligopolista nella galassia di Berlusconi non era degno di miglior causa?”.

Al di là dei dubbi sulle dinamiche amministrative e i conflitti di interessi che hanno condotto alla realizzazione del Multiplex, di cui si è occupata anche la magistratura, suscita perplessità la visione politica con cui si è dato via libera all’operazione immobiliare. Siamo sicuri che ai vertici degli enti locali ci sia chiarezza sulla funzione sociale che un cinema multiplex svolge? Perché il multisala è il cuore del centro commerciale, che è l’anima delle ultra-periferie, un simbolo per eccellenza del panorama sociale statunitense (in USA ce ne sono circa 45.000) diffusosi in tutto il mondo.

Il multisala rappresenta un cambiamento di posizione geografica della città e un mutamento di ordini di grandezza urbanistica. Il multisala si trova vicino al posto in cui vivono gli americani di oggi e in USA viene considerato un alleato e non un nemico del Cinema. Si è dunque lontani dalle critiche europee sull’uniformità delle periferie e sulla commercializzazione senza cultura dei luoghi di incontro. Ma il territorio sociale in cui queste strutture si innestano è totalmente diverso. Negli Stati Uniti il tipico multisala si trova nell’exurb (dal latino extra-urbia), la città che continua ad espandersi all’infinito e oltre il suburb (la periferia), vicino all’incrocio di due autostrade a 18 corsie, che disegnano anelli su più livelli per uscire e dirigersi negli immensi parcheggi a supporto dei multiplex. Questa è la chiave del loro successo, prima di tutto grazie alla loro efficacia urbanistica, nei decenni in cui 85 milioni di americani, appartenenti alla classe media, hanno lasciato il downtown per andare ad abitare fuori città, in nuovi quartieri residenziali appositamente pianificati e costruiti. L’elemento di novità dell’exurb è lo spostamento strutturale del lavoro. Gli americani hanno abbandonato il centro della città sia nelle sue funzioni residenziali, che lavorative, che ricreative. In questo contesto demografico, totalmente diverso dal nostro, si sono sviluppate le nuove multisale cinematografiche. E’ il modello di Los Angeles, ma anche di Atlanta, Dallas, Houston, Miami, le città pluricentriche che si sviluppano in larghezza per centinaia di chilometri.

Di fronte a tali differenze sociali, l’adesione degli amministratori fiorentini al modello del multiplex USA come segno urbanistico caratterizzante la Novoli del nuovo secolo odora di miope conformismo e di mediocre omogeneizzazione culturale. Il Multiplex di Novoli si candida ad attrarre ogni sera migliaia di persone in un’area quotidianamente afflitta dalla congestione delle auto e dall’inquinamento, da problemi di parcheggio e dalla concentrazione immobiliare, dalla prostituzione e dal crimine.

Può l’assenza di luoghi di aggregazione giustificare soverchie aspettative circa una struttura commerciale che attrarrà 360 giorni l’anno migliaia di persone a Novoli? Solo per fare un esempio, hanno immaginato gli abitanti del quartiere, che si lamentano della mancanza di servizi, che ogni posto a sedere nelle multisala provoca l’occupazione di una superficie all’incirca tripla per la sosta degli autoveicoli, che conducono al cinema spettatori privi di mezzi di trasporto pubblico alternativi (proprio soprattutto la sera)? Fate voi, a occhi la stima, e rabbrividirete per il destino che attende i poveri residenti dei dintorni.

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