23 settembre 2018

Multinazionali, ecco il dossier del Centro Nuovo Modello di Sviluppo

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Un già ben noto per le sue puntuali guide al consumo critico.

Dall’analisi emergono molti dati interessanti e spesso allarmanti: ad esempio, delle prime 100 economie mondiali – confrontando fatturati e bilanci degli stati – ben 67 sono multinazionali. La prima assoluta in classifica è Walmart con 422 milioni di dollari di fatturato, seguono nella top ten gruppi legati al petrolio e all’energia, con la sola eccezione di Toyota motors. Le prime multinazionali italiane a comparire in classifica sono ENI e Assicurazioni Generali.

Come illustra una delle infografiche presenti, 25 colossi finanziari controllano il 30% delle prime 43mila multinazionali.
Illuminante anche leggere che i “padroni” delle multinazionali raramente sono famosi miliardari, ma più spesso investitori istituzionali, ovvero banche, assicurazioni, fondi pensione, fondi di investimento e altri tipi di società finanziarie che raccolgono risparmio collettivo e lo usano per prestiti, partecipazioni azionarie e operazioni speculative con lo scopo di garantire un utile ai propri azionisti.

Come caso esemplare di comportamento “tipico” di una multinazionale, il dossier riporta la storia di Exxon-Mobil. La compagnia petrolifera è tragicamente nota per l’incidente della petroliera Exxon Valdez che ventitrè anni fa provocò danni amnbientali enormi in Alaska. Ma Exxon-Mobil ha anche altre colpe, prima fra tutte quella di remare contro ogni politica tesa a limitare l’inquinamento e i conseguenti cambiamenti climatici, esercitando forti pressioni sul governo degli USA e manipolando l’opinione pubblica.
Dulcis in fundo, il dossier ci regala una tabellina sui compensi d’oro ai “top manager” italiani…

Il dossier è scaricabile in pdf qui: http://altracitta.org/wp-content/uploads/2012/05/Top200.pdf

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