23 settembre 2018

Mps, UniCoop Firenze perde 400 milioni: sono i soldi delle famiglie toscane

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Proprio ieri presidente del comitato di sorveglianza di Unicoop Firenze, 5 miliardi di fatturato, 8.000 occupati, oltre 100 negozi e un milione di soci. Quello tra Unicoop e Rocca Salimbeni è un matrimonio che si è cementato negli ultimi dieci anni, dopo che Campaini scelse la «finanza etica» della Banca di Siena e girò le spalle alla «finanza spregiudicata» di Unipol e Consorte, e chissà se dovrà ricredersi.

In questi dieci anni la quota Unicoop in Mps è oscillata intorno al 3%, oggi è al 2,7%. Al gennaio 2006 si stimava che Unicoop avesse già investito 300 milioni di euro in Mps. Poi ci sono state le ricapitalizzazioni del 2008 e del 2011 (la prima da 5,8 miliardi e la seconda da 2,1) a cui Unicoop ha partecipato mantenendo inalterata la sua quota e quindi iniettando altri 200 milioni circa di euro in Mps. E fanno 500 milioni sborsati. A fronte di un valore a Piazza Affari che in realtà si è molto assottigliato.

Occorre fare un salto indietro per verificare come, già nel bilancio 2008 di Unicoop Firenze approvato l’anno dopo, il valore del pacchetto azionario Mps in portafoglio viene iscritto per 278 milioni dopo averne considerato un valore iniziale di 321 milioni, incrementato di 145 milioni e svalutato di 189 milioni per la riduzione ad 1,5 euro del valore di ciascuna azione. In questi ultimi anni il valore dell’azione è precipitato ancora (ieri a 0,26 euro), ma nell’ultimo esercizio l’investimento è stato tenuto a bilancio per totali 300 milioni di euro quando vale oggi circa 85 milioni.

La svalutazione porterebbe in perdita il bilancio di Unicoop, come è successo nel 2011 per 45 milioni di euro in seguito alla svalutazione di altri titoli in portafoglio per un totale di oltre 62 milioni. «Questa perdita — tentava allora di rassicurare Unicoop con ottimismo — è tuttavia puramente virtuale perché, alla scadenza, questi titoli saranno liquidati al loro prezzo nominale: quindi quello che si svaluta oggi, sarà rivalutato domani». La situazione è delicata. Unicoop spera che il valore del titolo risalga. Intanto Campaini resta a presidiare di persona il consiglio di amministrazione della Banca. Ma si è improvvisamente dimesso dalla vicepresidenza. Perché ha troppi impegni, fa sapere lui.

Tratto dall’articolo “Mps, i soci fiorentini sull’ottovolante delle azioni” pubblicato il 30 gennaio 2013

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