Moschea, in Consiglio comunale è rissa. Intanto la Fondazione Michelucci lancia un bando

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Federica Sanna dal Corriere fiorentino

Ha ascoltato le voci sulla nuova moschea dei giorni scorsi: «Quelle di tipo estetico dell’assessore alla cultura da Empoli, Francesca Chiavacci, presidente dell’Arci Firenze, è esplosa in Consiglio comunale (ieri alla prima seduta dopo la pausa estiva): «Si è percepita reticenza e imbarazzo: io ricordo all’amministrazione che la moschea è un dovere istituzionale». Ma alla fine scoppia la bagarre con il centrodestra. La consigliera parte da un principio fondamentale: «La nostra Costituzione prevede la libertà di culto e lo stesso Consiglio prevede una consulta per il dialogo con le confessioni religiose. Da qui scaturisce il dovere per le istituzioni di garantire che questa libertà possa essere esercitata».
E ancora: «Non sono accettabili posizioni che stabiliscono un principio secondo cui a una comunità religiosa si richiedano requisiti diversi rispetto a quelli di altre comunità religiose, una sorta di graduatoria tra religioni». Ma qualcosa nella reazione dell’amministrazione non le è piaciuta: «Quello che ho percepito è stato reticenza e imbarazzo — continua Chiavacci — Tante volte il sindaco ha citato Obama come modello, penso che Firenze, per essere città del dialogo e della pace, debba fare la sua parte e guardare alle trasformazioni per abbattere i muri dell’incomprensione e dei pregiudizi».
Chiavacci rilancia: «Visto che il sindaco promuove i cento luoghi, sarebbe una contraddizione non garantire la nascita di questo luogo, non riuscire a fare in modo che possa divenire una realtà». Parole a cui segue una precisazione: «Chiaramente, non associo la reazione dell’amministrazione a quelle razziste e discriminatorie della destra». E scoppia il finimondo. «Rimando al mittente la parola razzista — urla il consigliere Mario Razzanelli (Lega Nord Toscana) — se la può mettere da qualche altra parte… io non sono razzista, forse lo sarai tu. Smettila, altrimenti ti querelo». E il capogruppo del Pdl Giovanni Galli: «Consigliera Chiavacci, lei ha poco da insegnarmi sul rispetto — tuona — proprio lei che non mi ha permesso neppure di andare nei circoli Arci a fare la mia campagna elettorale. Io sostengo che devono esistere luoghi di culto, ma faccio presente che c’è qualcuno in maggioranza che non ha speso parola di fronte alla sentenza per togliere i crocifissi nelle scuole».
I toni del dibattito sulla moschea diventano sempre più accesi. E su Facebook interviene il governatore della Toscana Enrico Rossi: «Mi auguro solo che la discussione non scada nella Variante Calderoli. Ricordo ancora, con imbarazzo, quando l’allora vice presidente del Senato si offrì di portare a passeggio il suo maiale sui terreni scelti per farli diventare impuri e non più utilizzabili». Mentre a margine della presentazione della settimana turca Franco Cardini commenta l’ipotesi moschea a Firenze: «I musulmani italiani convertiti — afferma lo storico medievista — sfiorano le 20.000 unità; occidentali come noi, italiani come noi, che hanno le nostre stesse abitudini, ma hanno cambiato religione, vogliamo negare il diritto di pregare?». I problemi «di urbanistica, bellezza e sicurezza vanno risolti, gli altri sono pura propaganda».
Intanto, la Fondazione Michelucci ha deciso di inserire, fra i temi del premio «Guido De Masi», il titolo «La moschea e il centro islamico nelle città europee». «Firenze — dice la Fondazione — ha una lunga tradizione di ospitalità di luoghi di culto dedicati a religioni diverse da quella cattolica, derivante dalla sua storia e dalla presenza di attive comunità straniere e minoranze religiose che hanno costituito una parte importante della ricchezza interculturale e interreligiosa della città».

Per il bando del Premio Guido De Masi, clicca qui http://www.michelucci.it/node/165

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