Moschea di Firenze, da decidere dove e come. L'imam: "Ok a spazi recuperati"

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un edificio architettonicamente bello, in un contesto facilmente raggiungibile e ben integrato col resto della città. In poche parole, una scelta simbolica e funzionale insieme. è in un posto così che dovrà sorgere la nuova moschea di Firenze. Ed è secondo questi criteri che la facoltà di architettura sta individuando quartiere per quartiere gli spazi e i contenitori adatti al nuovo tempio della comunità islamica.
Come potrebbe essere, ad esempio, l’aula bunker di via Paolieri qualora se ne decidesse il trasferimento al Palazzo di Giustizia di Novoli. Nulla in contrario infatti, ha ribadito l’imam Izzedin Elzir, a ristrutturare un vecchio edificio nella logica degli immobili dismessi contenuta nel piano strutturale della città: "Certamente vorremo una struttura architettonicamente bella — ha spiegato —, che potrebbe rappresentare e indicare un nuovo lo stile delle moschee in Italia. Per quanto riguarda le dimensioni, pensiamo a un luogo da mille persone, che sia uno spazio di preghiera, ma anche un centro culturale aperto alla città".
Di tutto questo e di molto altro si discuterà nella terza fase del percorso di partecipazione — seguito da Sociolab — dal titolo "Una moschea per Firenze" che, partito nei mesi scorsi, arriva ora nella fase culminante. Organizzato grazie al contributo di 75mila euro erogato dalla Regione, il percorso ha in calendario tre incontri, l’11, il 18 e il 25 di febbraio, con 120 fiorentini scelti a campione insieme a 30 appartenenti della comunità islamica. Ci sarà poi una successiva assemblea, nella quale sarà espresso un parere definitivo.
Nel frattempo si sono già tenuti momenti di ascolto e di approfondimento: la raccolta di oltre 50 interviste in profondità a portatori di interesse e opinion leader e gli incontri nei cinque quartieri della città. I risultati di queste prime fasi sono stati raccolti in due rapporti che sintetizzano i punti di vista e le opinioni degli esperti e dei cittadini fin’ora coinvolti. I rapporti sono disponibili sul sito on line www.unamoscheaperfirenze.it. Fra le indicazioni più ricorrenti c’è quella di un luogo "permeabile, aperto alla città e in dialogo con essa". E ancora di un edificio ben progettato, che possa costituire un elemento di ulteriore bellezza e arricchimento per la città.
In ogni caso l’intento è passare in tempi rapidi — si parla di marzo — a un confronto con l’amministrazione comunale portando al tavolo la sintesi di questo articolato percorso di partecipazione. Del resto, ha ricordato l’imam Elzir, la comunità musulmana nella provincia di Firenze conta ormai 30mila fedeli, molti dei quali non sono arabi. Il massimo livello di partecipazione a un rito musulmano — dalla preghiera del Ramadan alla festa del sacrificio — è di 6000 persone che normalmente si ritrovano alla Fortezza da Basso, mentre normalmente i luoghi di preghiera sono la moschea di Borgo Allegri, Sorgane e Poderaccio. Ed è proprio dai fedeli che si ritiene di poter raccogliere i circa cinque milioni di finanziamenti necessari alla costruzione della moschea. "I nostri vicini potranno stare tranquilli — ha concluso l’imam —: ovunque faremo la moschea non ci sarà il richiamo del muezzin a svegliarli all’alba".

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