Morti al Forte, prima condanna per omicidio colposo

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Franca Selvatici da Repubblica Firenze

Si è chiuso ieri con una condanna il primo processo per la morte dello studente romano Luca Raso, precipitato la notte del 3 settembre 2006 da un bastione del Forte del Belvedere. Il giudice Paola Belsito ha condannato a 8 mesi per omicidio colposo Lorenzo Luzzetti, direttore del teatro Puccini, che quell’estate gestiva le attività del Forte. Luca aveva 20 anni. Studiava informatica, era in vacanza con due amici. Secondo le accuse, fu ingannato dalla scarsa visibilità e non si avvide del profondo fossato che separa i due terrapieni nella zona della Cannoniera.

OLTRE a Luzzetti, chiamato in causa perché all’epoca responsabile della gestione del Forte e difeso dagli avvocati Nino D’Avirro e Sabrina Bolognini, sono ora sotto inchiesta per omicidio colposo, in attesa dell’udienza preliminare, l’ex assessore alla cultura Simone Siliani, l’ex dirigente della cultura Giuseppe Gherpelli e l’autore dei piani di sicurezza Ulderico Frusi: dalle indagini sono infatti emerse carenze strutturali del Forte, sia per la mancata protezione dei parapetti troppo bassi, sia per l’illuminazione insufficiente.

Ieri, quando il giudice Paola Belsito ha pronunciato la sentenza, la madre di Luca Raso, Angela Manni, ha abbracciato il suo legale, Maria Calisse, e Anna Maria Bettini, la madre di Veronica Locatelli, la ricercatrice di 37 anni morta al Forte il 15 luglio 2008, precipitando quasi nello stesso punto di Luca. Per la sua morte sono sotto inchiesta sei persone, fra cui l’ex sindaco Leonardo Domenici. «Cominciamo a vedere un po’ di luce», ha detto la madre di Luca fra le lacrime: «E’ l’inizio di un percorso di giustizia e verità. Qui la responsabilità è minima, la parte più importante deve ancora venire».

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