Morte di Veronica, tra gli indagati per omicidio colposo anche Leonardo Domenici

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Leonardo Domenici incatenato contro un'altra inchiesta: quella sulla speculazione di Castello

di Riccardo Capucci

C’è anche Leonardo Domenici, sindaco di Firenze dal 1999 al 2009, tra i sei indagati per omicidio colposo per la morte di Veronica Locatelli, la ragazza scomparsa nella notte del 26 luglio 2008 dopo essere caduta da un bastione del Forte Belvedere.

Domenici ha dichiarato di vivere questa vicenda con «profondo rammarico e forte disappunto», non tanto perché accusato del reato di omicidio, seppur colposo, e non tanto perché la famiglia Locatelli ha perso una figlia a causa di un parapetto assente o troppo basso in un luogo pubblico. Domenici si rammarica  semplicemente perché ha saputo dell’avviso di garanzia solo tramite i giornali.

Su questo presunto vizio di forma e in perfetto stile berlusconiano, l’attuale eurodeputato del Pd attacca la magistratura: «In questo momento mi è impossibile negare di vedere accresciuti i miei già seri dubbi circa il buon funzionamento del sistema della pubblica accusa all’interno del nostro ordinamento giudiziario». E anche l’Anci, l’associazione dei comuni italiani, si schiera subito: «Si è superato il limite. E’ assurdo – ha detto il vicepresidente Perugini – che incidenti imputabili a responsabilità gestionali connesse alla sicurezza nei cantieri (sic) possano essere attribuite a sindaci ed amministratori locali». Un po’ di disinformazione non guasta mai. Per l’Anci Veronica è morta in un cantiere – pericoloso per definizione – e non in un luogo pubblico aperto a tutti dove era andata con i suoi amici più cari per passare qualche ora spensierata.

Insomma, se i magistrati per capire meglio quanto successe quella notte coinvolgono nell’inchiesta – con tutte le garanzie previste dalla legge – un personaggio pubblico e con un ruolo istituzionale, per Leonardo Domenici si tratta di un pezzo dello Stato che non fa il proprio dovere, quasi in odore di eversione.

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Giustizia per Veronica, la fiaccolata del luglio scorso

A noi non resta che dedicare un pensiero alla famiglia e agli amici di Veronica, costretti ad assistere a questa squallida farsa che, immaginiamo, non possa altro che accrescere il loro dolore. Allo stesso tempo invitiamo i titolari dell’inchiesta a compiere il proprio dovere fino in fondo, senza lasciarsi intimidire da chicchessia nella ricerca della verità e per soprattutto per far luce sul perché il Comune non abbia mai messo in sicurezza il Forte Belvedere e perché nonostante questo l’abbia tenuto aperto al pubblico.

In attesa che in questo paese la cultura del berlusconismo finisca definitivamente, e in tutte le sue forme, vi invitiamo a conoscere meglio la storia di Veronica sul sito a lei dedicato: http://www.veronicalocatelli.it

0 Comments

  1. Maurizio Sarcoli

    sono d’accordo con l’articolo: dedichiamo un pensiero ad una ragazza morta senza un motivo. Mis embra che tutte le persone indagate cerchino di sottrarsi alla loro responsabilità: nessuno di loro ha espresso la pietà per una morte che si poteva evitare.
    Maurizio

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  2. ANNA MARIA BETTINI LOCATELLI

    Capita di credere nella giustizia e sperare che non esista l’indifferenza per la vita umana e l’arroganza dei potenti.
    Purtroppo nessuno può restituirmi Veronica, ma ringrazio con tutto il cuore Riccardo Capucci per questo articolo e spero che esistano altre persone, come lui, che lottano per la ricerca di “verità e giustizia”.
    Grazie, grazie ancora per Veronica e anche per Luca.
    Anna Maria Bettini Locatelli (mamma di Veronica)
    http://www.veronicalocatelli.it

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  3. Lino

    Grazie a Riccardo Capucci per l’articolo.
    Il “profondo rammarico e forte disappunto” dell’ex sindaco accresce ancora di più il dolore per la perdita di Veronica.
    Da quanto mi risulta non ha nemmeno fatto le condoglianze alla famiglia.
    Speriamo davvero che la procura non si faccia intimidire dalla politica o da chicchessia e faccia il proprio dovere fino in fondo e condanni chi per le identiche negligenze ha fatto morire due ragazzi, gettando nello sconforto due famiglie e anche gli “AmiciVeri”
    VERITA’ E GIUSTIZIA per VERONICA e LUCA.

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  4. mingric

    Grazie per questo articolo, e per quanto questo sito sta facendo per raccontare con dignità e responsabilità quanto davvero è accaduto a Veronica e a Luca.
    Fa sempre più male rendersi conto che i nostri governanti, tra l’altro di una parte politica che si dichiara migliore dell’altra, riescono a indignarsi per un vizio di forma e non – figuriamoci! – per una vita perduta.
    L’unico messaggio che mi sento di dare a lorsignori è questo: ricorderemo in ogni modo alla città quello che è successo finchè le responsabilità non saranno accertate e finchè il Forte sarà messo in sicurezza una volta per tutte.

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  5. dani72

    Vorrei ringraziare anch’io per questo articolo che rispecchia così bene il senso di rabbia e impotenza che ha colto chi conosceva Veronica e Luca leggendo che il Comune non aveva preso un generico impegno per mettere in sicurezza il Forte Belvedere, ma aveva sottolineato dieci anni fa la necessità di un’illuminazione particolare e addirittura di reti proprio nella zona della Cannoniera. In quell’ordinanza non rispettata c’era già quello che poi è accaduto. Ma in Italia le norme di sicurezza, come tutte le norme, sono solo noiose formalità: non servono a salvare vite, a evitare tragedie, ma sono seccature che chi può cerca di eludere, come se la cosa più grave che può avvenire a contravvenendole fosse solo un difetto di forma o ,al peggio, una multa.
    Nula potrà alleviare il dolore di queste due perdite assurde, ma inchiodare i responsabili alle loro colpe è l’unica possibilità di sperare che cose queste non accadano in futuro.

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  6. isaberlla celano

    E stato un articolo che ha soddisfatto in pieno questo bisogno di giustizia che sentiamo. Infatti penso che ognuno di noi si immedesimi nell assurdità di questa vicenda maledetta. Mi ha lasciato un pò d amaro in bocca la freddezza dell ex sindaco Dominici. Non mi aspettavo che commentasse così, io lo consideravo molto umano, Comunque grazie per l articolo di Capucci molto bello riempe veramente il cuore. Ad Annamaria e alla sua famiglia un pensiero costante.

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