Morire di polvere

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Ogni anno in Toscana sono oltre mille i casi di morte prematura dovuta all’inquinamento da PM10. Si tratta di persone che in assenza di polveri avrebbero potuto vivere 5 anni di più. Il rischio di contrarre leucemie per i bambini che vivono in aree particolarmente trafficate è del 270% in più rispetto a bambini che possono godere di aria pulita. In Italia, nel 2000 l’inquinamento atmosferico da particolato fine (le solite PM10, ancora loro) ha accorciato in media la vita di ogni persona di 9 mesi.
Il bollettino di guerra potrebbe continuare, ma forse anche solo questi primi numeri possono dare l’idea della drammaticità della situazione. A fornirli non sono associazioni, enti o agenzie di parte, ma fonti autorevoli come l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Istituto superiore di sanità, l’Arpat, Agenzia regionale protezione ambientale e l’Irpet, Istituto regionale per la programmazione economica. Enti che si preoccupano di quantificare anche in senso economico i danni dovuti all’inquinamento; e così scopriamo anche che, mettendo in campo serie politiche per la riduzione delle polveri fini, di qui al 2020 si potrebbero risparmiare fino a 28 miliardi di euro l’anno, solo in Italia.
Ma cosa sono, in definitiva, queste polveri fini, e come ci si può difendere? Il nome in codice PM sta a significare miscele di particelle liquide e solide, di varia origine, che possono rimanere sospese nell’aria per lunghi periodi; derivano dalla combustione di gasolio e diesel e nella composizione ci si trova carbonio, piombo, nichel, nitrati, solfati e altro. Le PM10 sono particelle con un diametro inferiore ai 10 mm, mentre si parla di PM2.5 quando il diametro è inferiore a 2,5 mm: sono queste le più pericolose, perché una volta inalate penetrano più in profondità nei polmoni. Non c’è una vera e propria soglia al di sotto della quale la presenza di polveri fini non faccia danni. Quindi i limiti stabiliti dalle leggi non sono una garanzia, anche se sono presi come punti di riferimento per le politiche di contenimento del traffico; blocchi e targhe alterne infatti scattano quando una città supera per troppo tempo i valori-limite.
Sono efficaci queste misure? Difficile a dirsi. Sicuramente male non fanno, ma altrettanto sicuramente sarebbero di gran lunga preferibili politiche più strutturali che si pongano l’obiettivo di incidere sui comportamenti quotidiani della gente, favorendo innanzi tutto la bicicletta, quindi i mezzi pubblici e i carburanti “ecologici”.
Sul fronte carburanti, purtroppo, si registrano spesso passi indietro. Pochi mesi fa ad esempio il Governo ha sospeso gli incentivi per l’acquisto di auto a metano e gpl, dopo che un primo stanziamento per il 2005 si era esaurito in un batter d’occhio. Fortunatamente in Toscana e in particolare nell’area fiorentina rimangono i contributi regionali e comunali, sia per acquistare un mezzo (fino a 1500 euro) che per trasformare il sistema di alimentazione (fino a 1000 euro). Informazioni all’ufficio Mobilità del Comune tel. 055-2625227.

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