Morire di sfruttamento: domani presidio davanti a Benetton a Firenze

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In piazza per chiedere i risarcimenti alle vittime delle tragedie del Bangladesh
A un mese dal crollo del Rana Plaza e a sei mesi dall’incendio alla Tazreen

Gli attivisti della costate la vita a un totale di 1239 persone.
In particolare a Firenze sabato 25 maggio, insieme a Mani Tese e il Villaggio dei Popoli, verrà realizzato un presidio con cartelloni e volantinaggi. Il ritrovo è in Piazza della Repubblica alle ore 11 da dove partirà il corteo per via Calimala fino al negozio Benetton di Via Por Santa Maria 68. Alle ore 12 verrà consegnata al responsabile del negozio una lettera con le nostre petizioni.

Finti funerali e ricostruzioni delle condizioni di lavoro nelle fabbriche verranno messe in scena per chiedere che i marchi si impegnino a partecipare al fondo di risarcimento per garantire riparazione al dolore e alla sofferenza causati, cure mediche immediate e supporto economico a chi è rimasto senza lavoro. Le proteste avranno luogo davanti a negozi di Benetton, Mango e altri brand che avevano rapporti con le fabbriche del Rana Plaza.

Il 24 novembre 2012 la mancanza di uscite di sicurezza e la scarsa prevenzione antincendio causarono la morte di 112 persone arse vive dall’incendio divampato nella fabbrica Tazreen. Appena cinque mesi dopo, altre 1127 persone persero la vita a causa del crollo del Rana Plaza, l’edificio di otto piani che ospitava cinque fabbriche di abbigliamento.
“ Oggi, a sei mesi dall’incendio Tazreen e 1 mese dal crollo del Rana Plaza, ricordiamo tutte le vittime di tragedie che potevano essere evitate. L’accordo sulla sicurezza firmato da numerosi marchi internazionali è stato un primo passo importante per affrontare i problemi strutturali che affliggono l’industria tessile bengalese” dichiara Deborah Lucchetti della Campagna Abiti Puliti. “Ma non basta. Occorre che tutte le imprese coinvolte garantiscano il pieno risarcimento delle vittime, attraverso l’assunzione di una responsabilità chiara e l’adesione ad un meccanismo multistakeholder che coinvolga i lavoratori e i sindacati”.

La frequenza dei disastri accaduti nelle fabbriche bengalesi ha permesso di creare un meccanismo rigoroso e trasparente per calcolare il giusto indennizzo, sulla base di standard suggeriti dall’ILO e dai sindacati bengalesi e internazionali.
Sulla base di questo calcolo, il fondo di risarcimento per la tragedia del Rana Plaza ammonta a circa 54 milioni di euro, mentre quello per l’incendio alla Tazreen a circa 4,5 milioni di euro. Oltre ai brand, il governo, l’associazione dei datori di lavoro bengalese (BGMEA) e i datori di lavoro stessi sono tenuti a contribuire al fondo.

La CCC chiede a tutti i marchi collegati al Rana Plaza e alla Tazreen di:
• Impegnarsi a pagare le cure immediate e un risarcimento completo ed equo ai lavoratori feriti e alle famiglie delle vittime, in linea con le metodologie e i calcoli stabiliti dai sindacati
• collaborare con i sindacati del Bangladesh e le organizzazioni che rappresentano le vittime, così come con IndustriALL, la federazione internazionale dei sindacati tessili, al fine di garantire che tutti i pagamenti siano effettuati secondo un processo trasparente e concordato.
Solo Primark ha annunciato che pagherà il risarcimento a lungo termine per le vittime del Rana Plaza, in linea con l’attuale quadro stabilito dai sindacati del Bangladesh e già utilizzato in casi passati. Altre iniziative annunciate dai marchi rischiano di minare un meccanismo trasparente per un risarcimento equo e completo che prevede il coinvolgimento dei sindacati.

Campagna Abiti Puliti

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