Morire all'aeroporto. I lavoratori di Peretola denunciano lo sfruttamento dei portabagagli

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schiacciato tra il carrello elevatore e il portellone posteriore di un aereo. Faceva l’operaio a Fiumicino e oggi, a due giorni dalla sua scomparsa, le lavoratrici e i lavoratori dell’aeroporto di Firenze prendono carta e penna e scrivono per esprire il cordoglio alla famiglia e ai colleghi di Giorgio ma soprattutto per denunciare lo sfruttamento degli operai costretti a lavorare in tutti gli aeroporti italiani all’interno di un regime di concorrenza sfrenata tra le società di servizio bagagli per conto delle compagnie aeree.

“Scarsa formazione del personale, scarsa manutenzione dei mezzi, sfruttamento delle risorse umane perseguito mediante ore e ore di straordinario, turni massacranti, negazione delle ferie e dei giorni di riposo – scrivono i lavoratori di Peretola in comunicato sindacale dell’Usb -, sono la costante di una attività lavorativa che da anni attende il lecito riconoscimento di “usurante” e che rappresenta l’arma principale delle società di gestione aeroportuale, mediante il subappalto e la cessione di attività, per accumulare enormi profitti.”

I lavoratori di Peretola finiscono la loro lettera con alcuni consigli ai loro colleghi e attaccando, giustamente, gli amministratori e sindacati complici: “Conoscendo perfettamente il processo lavorativo che ha portato tragicamente alla morte il collega di Fiumicino, alle lacrime di coccodrillo di qualche politicante e delegato, dei soliti sindacati complici e collaboranti, preferiamo doverose raccomandazioni, perché le nostre vite valgono molto di più dei loro profitti: non eseguire mai operazioni con carrelli elevatori da soli, un collega può sempre aiutarvi in caso di guasto a premere un’emergenza o soccorrervi in caso di imprevisti o malore; segnalare prontamente malfunzionamenti del mezzo e rifiutarsi categoricamente di usarlo; attenersi scrupolosamente alle istruzione operative di guida del mezzo e della mansione da svolgere nel rispetto delle varie fasi di lavoro.”

0 Comments

  1. fabio

    All’aeroporto di Peretola la situazione delle ditte appaltatrici sfiora lo schiavismo. Oltre al fatto che ci sono anche ditte appaltatrici di servizi molto delicati, che sono in odore di mafia.

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