25 settembre 2018

Montedomini, basta pasti a un euro per gli anziani

image_pdfimage_print

di Tommaso Galgani, da L’Unità

Addio ai pasti ad un euro a Montedomini, da giugno. Così decidono il Comune di Firenze e la Società della Salute sulla Asp per gli anziani. Tra le proteste dell’Auser e della consigliera comunale, nonché ex assessore al bilancio, Tea Albini (Pd), preoccupati per la cancellazione di una iniziativa utile per anziani poveri o soli. Il servizio di fornitura dei pasti agli ultra 65enni costava al Comune oltre 100mila euro annui (il costo totale di un pasto è di sette euro). Dopo una serie di verifiche incrociate, disposte dall’assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi, è emerso che su 426 utenti del self-service di Montedomini soltanto 87 sono persone già seguite dai servizi sociali.

«Questo provvedimento – spiega l’assessore – si inserisce nell’azione di controllo e verifica che abbiamo iniziato sulle persone che beneficiano di interventi sociali. In un periodo in cui le risorse sono sempre più scarse abbiamo il dovere morale di destinarle a chi ha davvero bisogno. Il denaro che verrà risparmiato tornerà nel bilancio dei servizi sociali e saranno destinati ad aiuti a chi ha bisogno. Comunque – conclude Saccardi – chi si trova in situazione di difficoltà potrà ovviamente continuare a beneficiare della fornitura dei pasti da parte dei servizi sociali».

Le associazioni che seguono gli anziani, circa la decisione di Saccardi, sembrano spaccarsi. Auser è contraria e preoccupata per le conseguenze, mentre Ancescao allarga le braccia e capisce che «si vive in una situazione economica difficile, anche per le casse dei comuni». Chi non apprezza il provvedimento è Tea Albini, consigliera comunale del Pd ed ex assessore al bilancio: «I pasti a un euro a Montedomini non erano solo una questione di reddito, ma di solitudine o emarginazione, soprattutto nel centro storico. Infatti si taglia un’iniziativa utile per gli anziani soli e poveri. È importante sì far quadrare i conti, ma anche aiutare le fasce più deboli» Di «provvedimento ingiusto» parla il consigliere comunale del Pdl Francesco Torselli.

0 Comments

  1. Fabio

    Suggerirei agli amministratori del Comune di dare un’occhiata a quanto accade a Ferrara dove è funzionante un sistema di recupero dello spreco che sicuramente consentirebbe di dare da mangiare a tutte queste persone con il recupero di quanto viene quotidinamente sprecato nelle mense delle scuole, degli ospedali, nonchè nei supermercati ed ipermercati. Il sistema è funzionante, ideato e seguito dalla Facoltà di Agraria del’Univesità di Bologna.
    E’ troppo facile la politica del taglia tutto con la scusa della crisi.

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *