Molti e multietnici

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Sabato 19 gennaio si è tenuta a Roma una manifestazione nazionale contro il disegno di legge Bossi-Fini che va a modificare in senso restrittivo e razzista l’attuale normativa sull’immigrazione. Oltre 150mila persone hanno sfilato per la capitale, attraversando in modo simbolico l’Esquilino – quartiere caratterizzato da un’altissima concentrazione di immigrati – per finire in piazza Navona, dove in molti sono saliti sul palco per ribadire le ragioni per opporsi nettamente alla proposta di legge.
L’iniziativa ha avuto un pieno successo perché, contrariamente ad altre mobilitazioni antirazziste, è riuscita a porre gli immigrati stessi come i veri protagonisti: il numero altissimo di adesioni è stato raggiunto soprattutto grazie alla loro presenza. Da italiani, nel corteo ci si sentiva piacevolmente “stranieri”, miscelati in un’allegrissima combinazione di colori, lingue e suoni. Tutti insieme, nella consapevolezza di far parte di una società sempre più globale, come sottolineava il significativo slogan “Noi siamo il futuro. Una moltitudine multietnica”.
Da segnalare come diversi pullman partiti da Firenze e diretti alla manifestazione siano stati fermati dalle forze dell’ordine in maniera del tutto ingiustificata e discriminatoria. I controlli hanno coinvolto i bus dove più forte era la presenza immigrata, forse nella “speranza” delusa di trovare qualche irregolare e nell’intento di dissuadere la loro partecipazione ad ulteriori iniziative di protesta.

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