Mobbing

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“Le persone sono fragili e si possono rompere facilmente”: è una frase dell’impiegata dello sportello anti-mobbing, che riassume molto bene il significato di questo ultimo lavoro della regista di “Carlo Giuliani, ragazzo”.

Anna (Nicoletta Braschi), la protagonista, lavora come contabile, vive con la figlia Morgana (Camille Dugay Comencini) e ama il suo lavoro. L’azienda dove lavora viene però assorbita da una multinazionale. I nuovi dirigenti decidono di tagliarla fuori ed inesorabile arriva l’allontanamento e l’emarginazione da tutto e tutti.
Finalmente un film sul lavoro e in particolare sul mobbing, forma di terrorismo psicologico subdolo e strisciante, messo in atto al fine di emarginare sempre di più lavoratori considerati a diverso titolo “scomodi”.
Brava la Braschi.

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