Microcredito, in Toscana boom dei piccoli prestiti ai migranti

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Microcredito, in Toscana boom dei piccoli prestiti ai migranti. Il tetto massimo è di 15 mila euro da restituire in 5 anni: “I rientri ci sono nel 93% dei casi”.

di Maria Cristina Carratù, da Repubblica

È la fase due dell´immigrazione. Il passo che presuppone un minimo di stabilità, una quota di fiducia in se stesso, la disponibilità a rischiare: l´impresa in proprio. L´internet point, il negozio di alimentari, l´impresa edile, la carrozzeria, la sartoria, il negozio di kebab, la piccola fabbrica di lavorazione dei metalli, la ditta di pulizie e molte altre tipologie di imprese piccole, magari piccolissime, ma attive, produttrici di reddito nonché di quella forma impalpabile ma cruciale di ricchezza che è la consapevolezza della propria responsabilità verso una comunità, un senso più compiuto di cittadinanza.

Lo dice il colpo d´occhio e lo conferma un osservatorio privilegiato come il microcredito, ovvero il piccolo prestito per l´avviamento o il consolidamento di imprese, nel 2009, che in Italia ha riguardato stranieri nel 47% dei casi (dati della Rete italiana della microfinanza), e in Toscana anche di più, rivelandosi un fondamentale volano dello sviluppo economico. Basti pensare che dei 12 milioni e 277 mila euro distribuiti dal 2007 a oggi dal solo sistema di microcredito orientato e assistito toscano (Smoat) garantito dalla Regione Toscana con fondi comunitari, in intesa con 55 banche e gestito da Fidi Toscana, ben 4 milioni e 554 mila sono andati a imprese straniere (455 su 973). Mentre nel 2009, anno boom, le imprese gestite da non italiani hanno ottenuto 2 milioni e 362 mila euro su un totale di 3 milioni e 277, cioè oltre il 72%,, come dire che su 332 operazioni portate a termine ben 277 sono stati fatte con stranieri. I fondi (al tasso, ad oggi, del 2,93) sono riservati allo start up o al sostegno gestionale, con un tetto massimo di 15 mila euro da restituire entro 5 anni, «e i rientri avvengono nel 93% dei casi», osserva la responsabile del settore di Fidi Toscana, Daniela Sole. Insomma: «Nessuna differenza rispetto agli italiani, il prestito viene erogato sulla base di un progetto e di una impressione generale di affidabilità che viene quasi sempre confermata, gli stranieri sanno che un segnale negativo sul loro conto può complicargli la vita».

Da notare che delle 455 imprese che hanno beneficiato dei fondi Smoat, il 38% è gestito da donne, soprattutto africane (senegalesi) e brasiliane, la gran parte delle quali tende ad occuparsi di servizi (pulizie, cucina, consegne a domicilio, sartorie, lavanderie), mentre i maschi prediligono l´edilizia (romeni e albanesi), il commercio, la lavorazione di metalli e pietre preziose nell´indotto aretino (pakistani, indiani).

Decisamente interessante anche la performance di Microcredito solidale, società finanziaria partecipata da enti locali e associazioni di volontariato (cui è affidata l´intera istruttoria dei prestiti e l´assistenza del cliente) e Monte dei Paschi, che opera fra Siena, Arezzo Grosseto, Massa Carrara, e i cui prestiti (fino a 7.500 euro al 2%) finanziano al 10% (nel 2009) la micro impresa, straniera nell´80% dei casi, con titolari soprattutto dell´est europeo, seguiti da africani, filippini, cileni, peruviani. Anche qui il tasso di morosità è bassissimo, «inferiore a quello dei clienti qualunque» spiega il direttore Giampietro Caporali. «Gli stranieri sono molto prudenti, sanno di non avere un pieno controllo della nostra realtà e che un passo falso gli costerebbe credibilità e sopravvivenza», anche per via della segnalazione delle eventuali insolvenze alla rete interbancaria che ne bloccherebbe l´accesso a qualunque altro ente bancario o finanziario.

Quanto al social lending (90% dell´attività di Microcredito, con prestiti fino a 10 mila euro), anche qui gli stranieri fanno la parte del leone (60% dei prestiti fino al 2008, dalla crisi in poi scesi al 45%, segno di un impoverimento relativo maggiore fra gli italiani), in questo caso non come imprenditori, ma come singoli o famiglie. Per necessità di ogni genere: dalle cure mediche private alle spese per la patente, dall´acquisto dei primi mobili di casa alla riparazione dell´auto, dal pagamento di affitto e bollette al saldo di debiti pregressi, fino al finanziamento dei ricongiungimenti familiari. Con evidente beneficio per l´integrazione sociale. Esclusivo obiettivo dei tanti piccoli fondi etici attivi qua e là (e orientati verso il tasso zero), come il Fondo delle Piagge, il Progetto Seme di Ponte a Mensola, il Fondo Essere dell´Isolotto, il Microcredito del Mugello, con fondi tutti drenati sul territorio, fra la gente.

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