Mettere in moto il cervello

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Ricomincia l’autunno e nella città torna il caos (se n’era andato?). Spostarsi in macchina durante il giorno è un vero e proprio supplizio. Finché dura il bel tempo si viaggia bene anche in motorino o in bicicletta, ma quando inizieranno il freddo e la pioggia? E poi in bici se non si sta attenti ci mettono sotto, le piste ciclabili ci sono e non ci sono.
Proviamo a prendere l’autobus allora, chissà, magari qualcosa è cambiato. Macché, il traffico frena anche il trasporto pubblico, le corsie preferenziali quasi non esistono e le attese alle fermate restano lunghe, soprattutto se non si ha la ‘fortuna’ di uscire dal lavoro nell’ora di punta, quando le corse vengono intensificate.
Con i cantieri aperti poi, il traffico a Firenze ricomincia ad essere davvero insostenibile. Lavori per la tramvia, ma anche per le busvie e gli autobus veloci. I primi frutti, quelli relativi alle busvie, si dovrebbero già vedere in ottobre, ma vantaggi cospicui si avranno solo dal 2007, quando sarà pronta (lo speriamo) la prima linea su rotaia.
“Soffrire oggi per star meglio domani”: sembra essere questo il motto dell’amministrazione comunale, che ha deciso di affrontare le difficoltà che rendono sempre più invivibile la mobilità cittadina costruendo un’importante infrastruttura.
Una scelta che in qualche modo cerca anche di ridurre l’inquinamento atmosferico, privilegiando il trasporto pubblico su rotaia e favorendone l’integrazione con quello su gomma. Peccato che adesso gli innumerevoli cantieri aperti costringano il traffico ad un ulteriore rallentamento, con l’aggravante di una scarsa informazione sullo stato dei lavori. Ne discendono molti disagi per i cittadini, non ultimo quello di essere costretti a respirare un’aria assolutamente pessima.
Chi non ha provato l’ebbrezza delle polveri fini negli spostamenti quotidiani attraverso la città? Come al solito anche quest’anno si tenterà di limitare le emissioni attraverso i cosiddetti “provvedimenti tampone”, come il divieto di circolazione per i veicoli più vecchi e, forse, più inquinanti.
Inoltre a Firenze e in Toscana, malgrado i tagli del governo agli eco-incentivi, sono ancora disponibili qualche centinaio di euro per l’acquisto di veicoli ‘puliti’. E di buono c’è il car sharing già attivo, il previsto potenziamento delle piste ciclabili, la sperimentazione delle linee ad alta mobilità.
Se quindi non si può negare l’attenzione al problema da parte di Palazzo Vecchio, che ha anche intrapreso delle azioni concrete, bisogna purtroppo dire che tutto questo è ancora poco. È necessaria una più decisa e radicale politica contro l’intollerabilità non solo ambientale di questo traffico.
Bisogna voltare pagina verso una mobilità davvero sostenibile, e con sostenibile intendiamo non inquinante ma anche non ingombrante, non rumorosa, non dispendiosa, insomma, intelligente.
Per cominciare a muoversi con intelligenza, basterebbe pensare a quanto ci costa l’auto: benzina, bollo, assicurazione, parcheggi, usura, meccanico… senza contare lo stress di cui sopra.
Oltre ai provvedimenti strutturali che l’amministrazione può mettere in cantiere, quindi, è importante che ogni cittadino si convinca che può fare la sua parte.
Ci sono molti esempi di iniziative autorganizzate che mettono in luce che le alternative ci sono e sono praticabili, che si tratti di promuovere gli spostamenti in bicicletta o di condividere un’auto in più persone. Ovviamente questa azione dal basso è realmente efficace se la politica di chi ci governa è coerente agli stessi obiettivi.
Visto che abitiamo la stessa città e, allargando l’orizzonte, lo stesso pianeta, siamo fiduciosi che faremo tutti il possibile per uscire da questa malsana emergenza.
Coraggio e cervello.

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