Mercatino multietnico: 3 mesi dopo lo sgombero, tutto tace per gli sfrattati. Malgrado le licenze regolari

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Carolina Mancini per l’Altracittà

4 giugno – 8 settembre: sono già passati più di tre mesi dallo nonostante le promesse, “non ci sono state evoluzioni da parte del Comune” rivela Pape Diaw, portavoce dell’associazione Senegalesi, autorevole figura di riferimento per questa lunga e tormentata storia dietro la quale, commenta amareggiato “ho perso 15 anni della mia vita”.

Ma dove sono finiti gli ambulanti che sono stati mandati via?
“La maggior parte sono sui lungarni, ai semafori, specialmente i più anziani. Altri poi, hanno semplicemente smesso l’attività, le donne, ad esempio. All’epoca avevamo raccolto tutte le licenze, perché ci avevano promesso che avrebbero ricollocato altrove coloro che ne erano in possesso. Niente di tutto questo è avvenuto, il Comune non si è più fatto vivo.”

C’è anche un altro problema. Quasi tutti infatti, erano in possesso della licenza per vendere, ma si tratta di una licenza per “itineranti-ambulanti” che non può essere esercitata in centro, ma solo al di fuori delle mura cittadine. E questo, spiega Diaw, non è solo un problema di Firenze, ma anche di tante altre città toscane, soprattutto della costa: “Risale agli anni anni Novanta, quando queste licenze furono concesse dal Comune, i venditori se ne accorsero solo dopo. Per alcuni degli ambulanti che vendevano al mercatino, poi, nel corso degli anni, abbiamo chiesto e ottenuto la conversione, loro infatti adesso lavorano nei mercati rionali. Oggi, però, nei mercati rionali i posti scarseggiano: mi viene il dubbio che sia questo il motivo per cui il Comune ha messo tutto a tacere. Ma è troppo facile e comodo agire così. Senza contare che buona parte della merce che era stata portata nei magazzini comunali è stata restituita rovinata ai legittimi proprietari.”

Diaw sottolinea con forza la necessità di riportare la questione all’attenzione di tutti: ”Chiederemo un incontro ufficiale con il Sindaco. Vogliamo che queste persone siano ricollocate: se il nostro appello cadrà ancora nel vuoto organizzeremo una grande manifestazione regionale. Con l’occasione, chiederemo anche notizie del Consiglio degli Stranieri, che a più di un anno dall’insediamento del nuovo Sindaco, ancora non è stato ricostituito”

L’esperienza del mercato è durata solo dieci anni, ma ben prima Diaw, assieme a Moreno Biagioni, di Sinistra Unita e Plurale, aveva avuto l’idea di un mercato, non multietnico ma internazionale:
“Avevo vissuto la stessa situazione a Parigi. Volevamo creare uno spazio aperto agli artigiani stranieri e fiorentini, in modo da poter sviluppare una collaborazione originale fra loro. Realizzammo uno studio di fattibilità, prendemmo contatti con molti paesi per avviare l’import della merce e, a tale scopo, creammo una cooperativa, spendendo circa tre milioni e mezzo di lire. Li mettemmo insieme con una colletta, fatta da banconote da centomila lire che ci davano gli ambulanti, i venditori di fazzoletti, che credevano nel progetto.” Tre milioni e mezzo buttati al vento, perché la cooperativa, assicura Diaw, non ha mai ottenuto la gestione del mercato.

Altre cooperative si sono avvicendate nei primi anni, finché il mercato non è stato lasciato a sé stesso:
”Abbiamo anche scoperto che lo spazio è dello Stato, non del Comune. Sono il primo a sostenere che non si debba vendere merce contraffatta, e che gli ambulanti debbano essere in regola. Ma le cose potevano essere fatte in modo diverso: ci conoscono in Comune, potevano scriverci una lettera, darci 15 giorni di preavviso invece di arrivare di soppiatto alle 6 di mattina sbaraccando tutto di punto in bianco.”

Tra le altre promesse al vento fatte nel corso degli anni, ricorda Diaw, anche quelle di costruire bagni e una fermata dell’autobus:
“I bagni li hanno fatti adesso, quando non c’è più nessuno.” O meglio, “c’è un chiosco gestito da una cooperativa sociale che si occupa del riinserimento degli ex detenuti. Si vende da bere, ma non gli alcolici.”

Un bel progetto. Ma gli ambulanti sfrattati attendono risposte.

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