10 dicembre 2018

Menarini, scoperto l'archivio segreto a Lugano. Prosegue l'inchiesta dopo il miliardo sequestrato

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La famiglia Aleotti

Dopo il ricettazione, truffa e riciclaggio ecco un’altra tegola sul gruppo farmaceutico fiorentino Menarini.

E’ stato infatti scoperto e sequestrato oggi, in un appartamento di Lugano (Svizzera), una sorta di archivio consistente in 40 scatoloni, con documenti relativi alla costituzione di società estere, riconducibile al gruppo farmaceutico Menarini coinvolto in un’inchiesta della procura di Firenze. Lo si apprende in ambienti investigativi.

Secondo quanto appreso, gli scatoloni conterrebbero documenti relativi alla costituzione in Paesi esteri di varie società riconducibili al gruppo Menarini: si tratta sia di società che, per l’accusa, si occupavano dell’acquisto di principi attivi per la produzione di medicinali, sia di società aperte a Panama, sembra coinvolte nei passaggi necessari a utilizzare lo ‘scudo fiscale’.

I documenti sono arrivati a Firenze dalla Svizzera da alcuni giorni e sono già allo studio degli inquirenti. Sotto esame anche il contenuto di alcuni computer trovati nell’appartamento. La casa di Lugano è stata individuata e perquisita dalle autorità elvetiche in base a una rogatoria della procura della Repubblica di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulla Menarini.

Secondo quanto emerge, l’appartamento era nella disponibilità di una persona di fiducia di Alberto Aleotti, 87 anni, patron della Menarini. Persona alla quale è stata trovata la chiave di ingresso durante una delle perquisizioni dell’8 novembre 2010. Su indicazione degli investigatori fiorentini, la polizia svizzera e’ risalita all’appartamento proprio partendo dalla chiave. La casa era in parte adibita ad ufficio, ma ci sarebbe anche una piccola foresteria, dotata di generi di prima necessità, tra cui alimenti.

Fonte Ansa

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