Menarini, De Zordo: "Nessun gioco politico e nessun ricatto sulla pelle dei lavoratori"

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Lo schieramento anti-generici è forse influenzato dall’acquisto del 4% di Banca Monte dei Paschi di Siena da parte di Aleotti?

A proposito della vicenda Menarini, azienda farmaceutica fiorentina che ha minacciato il licenziamento di mille addetti perché messa in crisi – a suo dire – dal recente Decreto Balduzzi, che obbliga i medici ad indicare in ricetta il principio attivo, e non il nome del farmaco, registriamo la ferma reazione di Ornella De Zordo.

“La famiglia Aleotti e il gruppo Menarini non hanno alcun diritto di ricattare lo Stato e le Istituzioni” – scrive la consigliera del gruppo perUnaltracittà. Un’amministrazione pubblica seria non concederebbe un minuto del proprio tempo ad una proprietà che negli anni ha dimostrato di pensare solo ed esclusivamente al profitto, legittimo o meno. Basti ricordare come dagli anni Ottanta in poi Aleotti abbia accumulato centinaia di milioni di euro in fondi neri truffando lo Stato proprio sui principi attivi dei farmaci, evadendo il fisco in una maniera così esagerata che a momento del patteggiamento con l’Agenzia delle Entrate per 330 milioni di euro il direttore del settore accertamento della stessa Agenzia definì la vicenda come il “caso più rilevante di evasione internazionale mai trattato in Italia”.

De Zordo ricorda poi l’articolo 42 della Costituzione “che regola la proprietà privata, riconosciuta e garantita dalla legge purché svolga una “funzione sociale” e che può essere al momento in cui tradisce tale funzione “espropriata per motivi d’interesse generale”. Non crediamo che nell’Italia del 2012 la Menarini rischi l’esproprio, ma non accettiamo neanche che gli amministratori pubblici si schierino contro una norma di civiltà come quella che permette a milioni di cittadini di curarsi con i farmaci a basso costo una volta scaduto il brevetto sul principio attivo”.

Infine, De Zordo esprime sconcerto per il sostegno bipartisan dei partiti, anche di quelli che governano la Regione Toscana e che così “rinnegano oltre 10 anni di politiche a favore dei farmaci generici da parte della Regione Toscana”, e si chiede: “C’entra il salvataggio del Monte dei Paschi?
Ci chiediamo se tali prese di posizione non debbano trovar radice nel recente acquisto da parte della famiglia Aleotti di un pacchetto del 4% della banca Monte di Paschi di Siena. Gli Aleotti diventarono allora, era il marzo scorso, il primo socio privato di Mps al prezzo stracciato di poco più di 30 centesimi ad azione, contribuendo al difficile salvataggio della Banca caduta in disgrazia anche proprio all’ingerenza bipartisan dei partiti nella gestione dello stesso istituto di credito”.

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