MEDU: “Allarme amianto nel campo di Quaracchi. Cosa aspettano le Istituzioni?”

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MEDU ha inviato in data 23 marzo alle Istituzioni competenti, prima tra tutte il Comune di Sesto Fiorentino, una lettera per denunciare il grave allarme sanitario conseguente alla presenza di cemento-amianto bruciato all’interno dell’insediamento spontaneo dei rom rumeni di via del Ponte di Quaracchi. Nell’insediamento vivono circa 80 persone, tra le quali una decina di minori, tre donne in stato di gravidanza e circa 10 persone oltre i 60 anni (vedi Rapporto “Lontano dagli occhi” consultabile sul sito www.mediciperidirittiumani.org).

L’incendio divampato nella notte del 31 dicembre 2010, sulla cui origine la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta, aveva portato alla distruzione di uno dei due capannoni in eternit sotto al quale trovavano rifugio circa 40 rom, fortunatamente senza immediate conseguenze per le persone.  Sono intervenuti i VVFF e l’Asl di Firenze e l’insediamento è stato interamente recintato, costringendo, di fatto, le baracche, anche quelle di nuova costruzione, ad addossarsi maggiormente alle strutture in eternit.  Il materiale carbonizzato disperso nell’aria, rimasto sulla struttura e libero al suolo rappresenta ora un gravissimo pericolo per la salute degli abitanti dell’insediamento e per tutti coloro che anche solo saltuariamente frequentano la zona: le fibre di amianto volatilizzate in alta dose espongono al rischio di insorgenza di tumore (epitelioma della pleura).

MEDU, che ha deciso di sospendere gli ingressi nell’area da parte dei propri operatori a tutela della loro incolumità e sta provvedendo a informare le famiglie residenti affinché prendano piena coscienza del rischio, è ancora in attesa di provvedimenti da parte delle Istituzioni, che fin dall’inizio avrebbero dovuto agire seguendo i protocolli previsti in casi simili. L’unico contatto al momento è stato con la Regione Toscana, che ha avviato un tavolo di confronto con i Comuni dell’area.

Riteniamo che quanto avvenuto rappresenti una grave discriminazione del diritto alla salute e auspichiamo una rapida soluzione di adeguato ricollocamento abitativo delle persone nel pieno rispetto dei diritti umani fondamentali.

Medici per i Diritti Umani

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