Matteo Renzi e molto altro in "Chi comanda Firenze". Intervista con l'autore Duccio Tronci

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Cecilia Stefani per l’Altracittà

Da qualche giorno nelle librerie cittadine spicca sugli scaffali un volumetto dalla copertina viola, appena dopo la superstar Saviano. Si tratta di “Chi comanda Firenze“, un libro che analizza “la metamorfosi dei poteri e i suoi retroscena attraverso la figura di Matteo Renzi”. Al suo interno, la cronistoria puntuale e documentata dell’ascesa del sindaco di Firenze, dal suo esordio sulla scena pubblica ad oggi.
L’autore è Duccio Tronci, giornalista fiorentino che ha mosso i primi passi proprio nella nostra redazione, e che oggi abbiamo il piacere di intervistare a proposito del suo primo libro, e non solo.

Come è stato costruito questo libro?
Prima di tutto è stato necessario un grande lavoro di raccolta delle notizie relative all’operato di Renzi, dal suo lavoro dentro l’azienda di famiglia, poi da presidente della Provincia fino all’elezione a sindaco, che ho seguito da cronista quando lavoravo al Nuovo Corriere. Le fonti di riferimento sono documenti, atti istituzionali, sentenze di tribunali – così come notizie apparse sui media, magari un po’ nascoste… difficile è stato aggiornare il testo, perché trattandosi di un personaggio in ascesa continuamente usciva qualcosa di nuovo.
Non ci sono fatti clamorosi inediti, quanto ho scritto è più o meno di dominio pubblico, tranne qualche retroscena che ho potuto ricostruire io con il contributo di qualche gola profonda… molte di queste notizie però sono uscite un po’ in sordina, tra le righe, o su media poco noti… è questo il senso del libro, mettere insieme i pezzi, tutti i pezzi, per vedere meglio il quadro d’insieme.

Un dossier alla Travaglio, dunque?
Bè, per me il giornalismo è racconto di fatti, la precisione di Travaglio è senz’altro da ammirare.

Un giornalismo che in realtà scarseggia, soprattutto sui media locali…
L’impoverimento dell’informazione in città è evidente, basti pensare che nell’ultimo anno sono morti due quotidiani (Il Nuovo Corriere di Firenze e Il Giornale della Toscana, n.d.r.). Le regole dell’editoria e del giornalismo sono ormai inadeguate ai tempi, e la situazione è ancora più critica dove c’è un personaggio forte come Renzi… non serve la censura dove per quieto vivere si pratica l’autocensura! Personalmente non credo si debba eliminare il finanziamento pubblico all’editoria, come c’è per la cultura, per la scuola… l’informazione è altrettanto importante, non si possono far morire dei media locali importanti per le comunità.

Ma la crisi dell’informazione nasce da un problema economico o secondo te c’è dell’altro?
Senza dubbio l’aspetto economico pesa, e pesa la dipendenza dagli inserzionisti più forti come istituti bancari, assicurativi, grandi aziende e via dicendo. Tuttavia, credo che il nodo del problema sia un altro, ovvero che molti organi di stampa non lavorano per informare ma piuttosto per supportare cordate politiche. Questo è ancor più evidente a livello nazionale, basti vedere che fino a ieri alcune testate per dir così bersaniane cercavano notizie per attaccare Renzi, e ora che Bersani non c’è più, hanno cambiato bandiera… tutto questo con il giornalismo non c’entra nulla, anzi, è il suo contrario.

Si può sperare nell’informazione online?
Francamente mi pare che sul web siamo ancora in una fase primordiale… Oltre ai duplicati internet dei principali quotidiani, la maggior parte delle testate che pubblicano solo online replicano le stesse dinamiche dei media tradizionali, limitandosi a rilanciare agenzie e comunicati, senza inchieste né approfondimenti. Per fortuna ce ne sono altri – pochi – che sono più alternativi e anche molto seguiti, il che dimostra l’importanza del ruolo svolto.

Tornando al tuo libro, in appendice c’è un breve capitolo sulla vicenda del Forteto. Come si inserisce nel resto del discorso?
Il Forteto è un caso emblematico sotto vari aspetti: per l’intreccio, perverso mai come in questo caso, tra politica e “sociale”, per la distanza tra giustizia e cittadini comuni, disarmati nei confronti di personaggi in qualche modo coperti. Ricordiamo che già nel 1985 i due capi storici del Forteto erano stati condannati per reati su minori, eppure per altri 30 anni si è continuato con gli affidamenti. Avere giustizia è un’impresa titanica per le persone comuni. Terribile è anche pensare che c’era chi sapeva e non ha detto niente, ci sono responsabilità enormi della politica, dei servizi sociali, e degli stessi giudici. E anche il giornalismo chiaramente ha delle responsabilità, perché suo compito è seguire tracce, indagare, cercare e scoprire la notizia, che poi è verità. Certo ci vuole la volontà di scoprirla, anche quando è scomoda.

Intreccio di interessi, poteri forti… esiste una specificità fiorentina?
La situazione di Firenze non è molto diversa da quella d altri grandi città italiane, le dinamiche sono simili… Le grandi opere muovono grandi interessi, si parla di miliardi di euro, altro che costi della politica! A Firenze possono cambiare gli attori, vedi ad esempio Renzi, che si proclama nuovo, ma la recita rimane la stessa.

Il quadro sarebbe diverso se ci fosse stata alternanza alla guida della città?
Difficile dirlo, ma vista la convergenza degli interessi non pare probabile… Come scrivo nel capitolo dedicato ai candidati “a perdere”, messi lì dal centro destra nella corsa alla poltrona di sindaco giusto per salvare le apparenze. Porto l’esempio del Multiplex di Novoli: voluto dal centrosinistra, alla fine la multisala è in parte proprietà di Medusa, cioè di Berlusconi… tanto che la raccolta firme contro l’operazione, lanciata inizialmente da alcuni esponenti di Forza Italia, poi è scomparsa nel nulla.

Ma si può uscire da questo meccanismo, e come?
Prima di tutto con la conoscenza e con l’informazione, per aprire gli occhi e difendersi meglio, contestando e in ultimo votando più consapevolmente. In Italia c’è un problema culturale enorme di rassegnazione e assuefazione a questo sistema, la maggioranza crede nella raccomandazione come lo strumento più giusto per trovare lavoro… Per cambiare tutto questo serve operazione in profondità e ad ampio raggio, bisogna svegliare le coscienze e selezionare una classe politica migliore. Il che non è facile, perché manca trasparenza in politica e negli atti pubblici… le cose si sanno quando interviene la magistratura.

>> “Chi comanda Firenze” sarà presentato Martedì 11 giugno alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Firenze, in via Cerretani. Oltre all’autore saranno presenti i giornalisti Marco Lillo, del Fatto Quotidiano, Giuseppe Mascambruno, ex direttore de La Nazione, e Alessandro Rossi, ex direttore del Nuovo Corriere di Firenze.

 

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